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Parco eolico, la società Rwe impugna la legge regionale

La Corte Costituzionale dovrà esprimersi sulle richieste di governo ed azienda

12 Febbraio 2026, 13:54

Parco eolico, la società Rwe impugna la legge regionale

Rwe Renewablese Italia Srl, la società che intende realizzare l’impianto eolico Phobos tra Orvieto e Castel Giorgio, ha annunciato di costituirsi davanti alla Corte Costituzionale a sostegno del governo nell’impugnazione della legge regionale umbra 7 del 2025ll contenzioso riguarda le nuove disposizioni che ridefiniscono le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Secondo l’azienda gli effetti determinerebbero un blocco pressoché totale degli impianti di grandi dimensioni. In particolare evidenzia come le previsioni introdotte dalla legge comportino una “pressoché totale impossibilità di localizzare nuovi impianti eolici e fotovoltaici di taglia industriale sul territorio regionale”. I dati si rifanno a una classificazione non idonea del 99,89% della superficie umbra per l’installazione di impianti eolici di media e grande taglia e del 96,16% per impianti fotovoltaici e agrivoltaici.

Percentuali che, di fatto, ridurrebbero a margini residuali la possibilità di nuovi investimenti nel settore. Tra le aree considerate non idonee ricadrebbero anche quelle interessate dai progetti della stessa società, tra cui Phobos. A sostegno di questa tesi viene richiamata la relazione cartografica redatta da Silvia Siniscalchi, docente di Geografia all’Università degli Studi di Salerno, prodotta come documento agli atti, dalla quale emergerebbe la collocazione degli interventi in zone classificate come interdette.

Per l’azienda, la normativa regionale eccederebbe le competenze attribuite alle Regioni, incidendo in modo sproporzionato sugli obiettivi nazionali di sviluppo delle energie rinnovabili e sulla libertà di iniziativa economica. Da qui la decisione di chiedere di intervenire nel giudizio costituzionale al fianco dell’esecutivo per sostenere l’illegittimità delle disposizioni che, secondo Rwe, configurerebbero un blocco generalizzato non coerente con quanto previsto dalla normativa vigente.

Di diverso avviso la Regione Umbria. L’assessore all’Ambiente Thomas De Luca ha difeso l’impostazione della legge regionale, sottolineando come la normativa approvata miri a garantire una pianificazione equilibrata e sostenibile del territorio, tutelando il paesaggio e le vocazioni locali, nel rispetto delle competenze regionali. Il confronto ora si sposta sul piano costituzionale, dove si dovrà stabilire se le restrizioni introdotte dalla legge umbra rappresentino un legittimo esercizio della potestà legislativa regionale o se, come sostiene il governo insieme all’azienda, configurino un ostacolo incompatibile con gli indirizzi nazionali ed europei in materia di transizione energetica.

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