Cascia
Quattro è il nome del vino autoprodotto da un gruppo di amici. A sinistra la foto che poi è diventata etichetta (a destra) del loro Trebbiano Spoletino
Metti una sera a cena con gli amici di sempre e l'idea di autoprodursi un Trebbiano Spoletino per i ritrovi futuri, con il sogno di poter arrivare un giorno ad aprire un'azienda vitivinicola in Valnerina. È così che, da un semplice gioco, è nato il vino Quattro, etichetta che oggi è ancora un esperimento ma che, un giorno, potrebbe diventare un simbolo di rinascita e appartenenza.
Quattro come Luca Salaroli, Valerio Simoni, Francesco Saverio Stellato e Omar Di Curzio: sono loro i protagonisti di questa storia che prende vita a Cascia "quasi per scherzo. Ci siamo rivisti a cena - racconta Di Curzio - Io ho appena finito il corso da sommelier, gli altri ragazzi l'hanno iniziato da poco e ci siamo detti che sarebbe stato un sogno realizzare da soli il nostro vino. Per noi è un modo per arricchire il territorio. Quindi ci siamo detti di provare: al momento produciamo poche bottiglie non commercializzabili, le utilizziamo nelle cene tra di noi. L'intenzione infatti era quella di celebrare la nostra amicizia storica, visto che col passare degli anni il tempo per vedersi è diminuito, ma il legame è rimasto".
Nessuno di loro, tra l'altro, è un imprenditore nel mondo del vino. C'è chi ha degli alberghi, chi delle strutture ricettive, chi un'azienda idraulica e chi trasporta latte. "Mondi diversi che però si riuniscono affascinati dal vino. Quattro nasce da un vigneto di Trebbiano Spoletino e l'abbiamo voluto realizzare prima di tutto per noi: per riassaporare i ritmi lenti della campagna, la convivialità, la gioia di stare insieme - va avanti Di Curzio - Questo sogno ci ha spinto a immaginare di reinstallare delle viti tra le colline di Cascia, per farle tornare a produrre un frutto capace di raccontare questa terra e di far riscoprire ai suoi abitanti la voglia di stare insieme. Chissà che prima o poi non si riesca ad aprire un'azienda vitivinicola qua: sarebbe un'ulteriore dimostrazione che la Valnerina ha molte cose da offrire, oltre quelle di cui già si sente parlare".
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