SPOLETO
Arriva in consiglio comunale la decisione della giunta di procedere con l’acquisizione sanante da 40 mila euro della scuola primaria di Villa Redenta, realizzata negli anni Settanta su un terreno di proprietà privata sul quale non è mai stato perfezionato l’esproprio.
La decisione finale, dunque, spetterà all’assemblea cittadina che tornerà a riunirsi il 19 e il 26 febbraio, dopo circa un mese di stop dalla seduta saltata per mancanza del numero legale a causa delle assenze strategiche del Pd, ma anche del resto della maggioranza, che vive una fase di grandi tensioni interne.
La pratica della scuola di Villa Redenta è diventata urgente da quando, era il settembre scorso, il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso degli eredi di quell’area su cui sorge la primaria e indicato al Comune due opzioni per risolvere la grana: restituire il terreno demolendo la scuola per soddisfare il principio del ripristino dello stato dei luoghi oppure attivare la procedura prevista dall’articolo 42 del Testo unico espropri e far scattare l’acquisizione sanante dell’area.
L’amministrazione comunale nelle settimane successive ha ritenuto di non impugnare la sentenza del Tar, che è quindi diventata definitiva il 2 dicembre scorso, tanto che i proprietari del terreno hanno già proposto giudizio di ottemperanza per arrivare all’esecuzione della sentenza, col Tar che ha quindi calendarizzato l’udienza per il 24 marzo.
In questo quadro, si inserisce la decisione della giunta, contenuta in una direttiva dell’11 dicembre, di procedere con l’acquisizione sanante anche alla luce della relazione presentata dal dottore agronomo Paolo Pizzichelli chiamato, era il 23 ottobre, a determinare “il più probabile valore di stima dell’appezzamento di terreno” ai fini sia “dell’eventuale restituzione del bene ai legittimi proprietari, comprensiva della stima sommaria dei costi di demolizione, bonifica e ripristino dell’area” che “di un’eventuale acquisizione sanante”.
Nel documento istruttorio che accompagna la proposta di delibera si legge che, secondo il professionista, la spesa del Comune di Spoleto “in caso di restituzione del bene ai proprietari”, comprensiva di demolizione della scuola primaria, girerebbe intorno a “300 mila euro”, mentre “per l’acquisizione sanante” l’ente dovrebbe impegnare “34.563,73 euro, di cui 9.056 per pregiudizio patrimoniale; 905,6 per pregiudizio non patrimoniale e 24.602,13 per l’occupazione senza titolo del terreno”, che salgono a 40 mila con le spese accessorie.
Da qui la direttiva di giunta per percorrere la seconda via anche considerando il “prevalente interesse pubblico al mantenimento dell’opera rispetto all’interesse del privato alla restituzione dell’area”, ma sarà da capire se e quanto ci si esporrà alla richiesta di risarcimento del danno che i privati avevano già chiesto al Tar, senza ottenerlo almeno in questa fase.
A spingere per l’acquisizione sanante, infine, è anche un altro elemento tecnico: la restituzione del terreno ai privati implicherebbe anche la demolizione di una porzione di un altro fabbricato scolastico, quello cioè che ospita la scuola dell’infanzia. Un intervento, questo, “che andrebbe a compromettere la staticità e funzionalità residua della struttura”, tanto che la via d’uscita sarebbe il “frazionamento e l’acquisizione sanante di quella porzione”, come si legge negli atti che accompagnano la proposta di delibera. Palla al consiglio comunale.
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