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Papigno si rilancia con il carro per la sfilata del Cantamaggio. La nuova vita della frazione

Il paese prende spunto dall’assegnazione dei due capannoni degli ex Studios per il cantiere della festa e riparte con un progetto collettivo

11 Febbraio 2026, 11:55

Papigno si rilancia con il carro per la sfilata del Cantamaggio. La nuova vita della frazione

Papigno riparte e lo fa con il Cantamaggio. Un carro allegorico identitario del paese prenderà parte alla sfilata del prossimo 30 aprile. Si tratta di un ritorno perché circa trenta anni fa Papigno faceva un proprio carro insieme agli altri maggiaioli. Poi lo stop per anni. E adesso il piccolo borgo torna a farsi sentire. La svolta che ha convinto per questa scelta è stata dettata dal recente trasferimento dei carri dell’Ente Cantamaggio all’interno di due capannoni degli ex Studios cinematografici di Papigno. In sostanza Cantamaggio e Papigno si sono chiamati e ritrovati.

Ma non è solo questo. Infatti c’è molto di più dietro alla scelta di tornare a sfilare per il Cantamaggio: c’è la voglia di far sentire la voce di un’intera comunità che ha il desiderio di tornare a ‘vivere’, in una parola, ‘rinascita’. A tirare le fila di questa nuova primavera è l’associazione culturale ‘Il Castello di Papigno’ che in poco tempo è riuscita a coinvolgere i circa 800 abitanti papignesi. “Perché non facciamo anche noi un carro?”, si sono chiesti i soci dell’associazione. E così è scattata la macchina organizzativa, una sorta di tam tam con tanto di annunci via social per cercare elettricisti, falegnami, carpentieri, creativi, ma anche persone pronte a mettersi in gioco per condividere la realizzazione del carro di Papigno. Un segnale importante dunque: “Papigno c’è”.

“Per anni – spiega Melody Enehizena, presidente dell’associazione ‘Il Castello di Papigno’ - quello che è stato uno dei borghi più vivi e caratteristici del territorio, è rimasto nell’ombra, percepito da molti come un luogo abbandonato, trascurato, quasi dimenticato dalle cronache cittadine. Ma adesso Papigno torna a sfilare al Cantamaggio Ternano, e lo fa con la forza di chi ha una voglia matta di riprendersi il proprio posto nella storia. Vedere i cittadini di Papigno tornare a varcare i cancelli degli ex Studios per costruire il proprio carro è il segno più potente di una ripartenza che affonda le radici nella bellezza e nel mito”.

Non solo carro, ma una vera e propria ‘rivoluzione umana’. “Partecipare al Cantamaggio – dice ancora Melody - è il nostro grido di ripartenza dopo anni di trascuratezza. Vogliamo ridare vita al borgo partendo dalle persone, facendo sì che ogni abitante torni a sentirsi protagonista e non spettatore del declino. La nostra associazione non è un circolo per pochi eletti, è una casa aperta a chiunque voglia mettere le proprie doti, la propria arte o semplicemente il proprio tempo a disposizione della comunità. Vogliamo fare rete con le realtà circostanti per dimostrare che Papigno è viva, è unita ed è pronta a collaborare”.

L’associazione già la scorsa estate si è fatta conoscere fuori dei propri confini grazie all’evento ‘Il borgo Incanta’, tre giornate di musica, teatro, cibo e un concorso con premi per il terrazzo più bello. Ora c’è la sfida Cantamaggio, un lavoro di squadra che consolida l’unione tra gli abitanti del piccolo borgo: “Certo – dice ancora Melody – c’è chi ha molta più esperienza di noi, ma siamo felici a partecipare, l’Ente Cantamaggio ci ha accolto molto bene, ci si aiuta a vicenda”. Il carro di Papigno non sarà dunque solo un’opera allegorica che sfilerà per le vie di Terni: “Sarà la prova tangibile – rimarca Melody - che quando una comunità decide di fare rete, l’abbandono può essere sconfitto. Sotto le luci del Cantamaggio non sfilerà solo un carro. Sfilerà il sudore di chi ci ha creduto, la gioia di chi torna a sentirsi parte di qualcosa e l’orgoglio di un paese che, partito dagli Studios dei premi Oscar, è pronto a scrivere il suo capitolo più bello”. Naturalmente bocche cucite sul tema del carro: “Non si può spoilerare nulla – dice Melody – posso solo dire che ‘parlerà’ di noi, del nostro borgo. Ovviamente – conclude – non mancheranno i temi maggiaioli”.

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