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A Città di Castello, il 14 febbraio si celebra San Valentino in modo originale e coinvolgente. Prima di cena, le coppie potranno partecipare a una caccia al tesoro romantica all’interno della Pinacoteca comunale, un percorso pensato per vivere insieme arte e emozioni. Tra indizi, opere d’arte, sguardi complici e piccoli segreti da scoprire, i partecipanti saranno guidati in un’esperienza che unisce curiosità e complicità: perché l’amore, come l’arte, va cercato con attenzione e condiviso con il cuore.
Al termine della caccia al tesoro, è previsto un aperitivo romantico per brindare alla giornata. L’iniziativa ha un costo di 10 euro a persona e la prenotazione è obbligatoria entro venerdì 13 febbraio. Per partecipare è possibile contattare PoliedroCultura ai numeri 0758554202 o 0758520656, oppure scrivere a cultura@ilpoliedro.org. Un’occasione speciale per trasformare il San Valentino in un’esperienza unica tra arte, complicità e piccoli momenti di magia.
La Pinacoteca Comunale di Città di Castello trova la sua sede attuale nel Palazzo Vitelli alla Cannoniera, cinquecentesco edificio donato al Municipio nel 1912 dal pittore e restauratore tifernate Elia Volpi, figura di fama internazionale. Costruito in diverse fasi, il palazzo assume il suo aspetto definitivo nella prima metà del Cinquecento e prende il nome dalla vicinanza a una fonderia o deposito di cannoni.
Edificato in occasione delle nozze tra Alessandro Vitelli e Angela Paola dei Rossi di San Secondo Parmense, il palazzo rappresenta un nobile esempio di dimora rinascimentale. La facciata che si affaccia sul giardino è arricchita da una raffinata decorazione a graffito, opera di Cristofano Gherardi, detto il Doceno, su disegno di Giorgio Vasari: vasi, putti, mascheroni, motivi vegetali e uccelli si mescolano a stemmi e simboli della famiglia Vitelli.
All’interno, lo scalone che conduce al piano nobile è splendidamente affrescato con una decorazione a carattere celebrativo e simbolico: Sibille e Profeti, Apollo e le Muse, Sapienti e Imperatori dell’antichità. Questi affreschi sono attribuiti a Cola dell’Amatrice e al Gherardi, e testimoniano la ricchezza artistica e culturale della dimora.
La collezione della Pinacoteca è la seconda per importanza in Umbria, subito dopo la Galleria Nazionale di Perugia. Tra le opere più significative si segnala la grande pala con la “Madonna in trono col Bambino e sei angeli” del Maestro di Città di Castello, allievo di Duccio di Boninsegna, il dipinto più antico della collezione. Seguono opere di Spinello Aretino, Giorgio di Andrea di Bartolo, Antonio Alberti da Ferrara, Neri di Bicci e Antonio Vivarini.
Unico esempio di oreficeria è il “Reliquiario del braccio di Sant’Andrea” datato 1420, attribuito al celebre scultore fiorentino Lorenzo Ghiberti, che arricchisce ulteriormente il patrimonio artistico della Pinacoteca.
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