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“La violenza non ha matrice”. Non è né di destra, né di sinistra. Non ci sono martiri di Serie A e martiri di Serie B. E Gubbio urla a tutto il mondo di “essere contro qualsiasi forma di violenza”. Con queste parole ieri mattina, alla vigilia della Giorno del ricordo (che si celebra oggi), è iniziata la cerimonia ufficiale di intitolazione di via dei Martiri delle foibe, iniziativa promossa dal Comune per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra.
L’intitolazione ha avuto luogo nella zona della Vittorina, lungo il tratto viario che collega via Perugina a via della Piaggiola, alla presenza delle autorità cittadine e di numerosi rappresentanti istituzionali. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Vittorio Fiorucci, il vicesindaco Francesco Gagliardi, l’assessore allo Sviluppo economico Micaela Parlagreco, il presidente del consiglio comunale Mattia Martinelli e diversi consiglieri comunali, in un momento di raccoglimento e riflessione condivisa che ha coinvolto l’intera comunità.
L’intitolazione della via nasce su iniziativa dell’allora consigliere comunale della Lega Michele Carini. Era il 2019, e il consiglio comunale approvò il progetto. Ora con la giunta Fiorucci è stata inaugurata. La via si inserisce in un percorso di valorizzazione della memoria storica portato avanti dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di rendere omaggio alle migliaia di uomini, donne e bambini che, tra il 1943 e il 1947, furono uccisi o costretti all’esilio dalle loro terre d’origine in Istria, a Fiume e in Dalmazia, nel complesso contesto del confine orientale italiano.
Le foibe, cavità carsiche naturali, divennero in quegli anni luoghi di esecuzioni sommarie e di occultamento dei corpi, simbolo di una tragedia a lungo rimossa o poco conosciuta nella storia nazionale. Nel corso della cerimonia il sindaco Vittorio Fiorucci ha sottolineato il valore civile e morale dell’iniziativa, ricordando come “l’intitolazione di una strada ai Martiri delle foibe rappresenti un momento significativo per la comunità, chiamata a custodire e rinnovare la memoria di una delle pagine più dolorose del Novecento italiano”.
Il sindaco Fiorucci, il vice Gagliardi e l’assessore Parlagreco hanno ribadito con forza, nei loro interventi, la necessità del rifiuto di ogni forma di violenza e sopraffazione. L’iniziativa si colloca all’interno di un più ampio impegno dell’amministrazione comunale per il riordino e il completamento della toponomastica cittadina, intesa non solo come organizzazione del territorio, ma anche come narrazione dei valori e della storia che una comunità sceglie di consegnare al futuro, riaffermando il valore della memoria come fondamento di pace, rispetto e convivenza civile.
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