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TERNI

Microcriminalità e degrado, “crolla” il valore delle case: i quartieri in crisi

Da zona Sant’Agnese a Terni est, Borgo Bovio e viale Brin: la fotografia al convegno su “Legalità e sicurezza urbana”

08 Febbraio 2026, 20:01

Microcriminalità e degrado, “crolla” il valore delle case: i quartieri in crisi

Ci sono zone di Terni dove il valore immobiliare delle case è crollato a causa della microcriminalità e del degrado. Sant'Agnese, Terni est, Borgo Bovio, viale Brin. In alcuni casi, chi ha comprato lì una casa vent'anni fa, si ritrova un valore vicino allo zero. Nessuno vuole comprare in aree dove quotidianamente si sente parlare di furti, bottigliate, risse, spaccate, auto distrutte. Sono dati che provengono dalla Borsa immobiliare, e che hanno aperto, provocatoriamente, il convegno del centrodestra ternano su “Legalità e sicurezza urbana. Analisi e prospettive per Terni”.

A portare la drammatica fotografia sui quartieri a rischio non è stata la politica, ma il mondo delle professioni. Mario Simoni, della Fiaip, l'associazione degli agenti immobiliari, ha offerto all'assemblea un dato oggettivo, non politicizzato. A partire da questo, i partiti di centrodestra hanno dato l'affondo su sicurezza e immigrazione. Le zone degradate dove il declino immobiliare è più forte sono quelle in cui maggiormente incide la presenza di cittadini extracomunitari. Il trait d'union tra immigrazione, specie quella illegale, e criminalità, è stato teorizzato dal sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco, perugino, in forza a Fratelli d'Italia: “Gli immigrati rappresentano il 10-12% della popolazione italiana, ma commettono reati nel 50% dei casi. Per lo più a delinquere sono gli irregolari. Questi i dati del Ministero dell'Interno”.

Il centrodestra riunito a Terni, nei locali dell'Hotel Valentino, ha così presentato la sua ricetta contro il degrado, per la restituzione della vivibilità ai quartieri sotto attacco e più in generale per la diffusione di un clima di sicurezza: a Terni, in Umbria e in Italia. In primis il sottosegretario Prisco ha voluto enfatizzare il lavoro del governo Meloni di cui fa parte: “Nell'ultimo periodo a Terni abbiamo portato 78 attività ad alto impatto. Ci sono state 5.000 persone controllate e numerosi arresti. Se un territorio viene percepito come controllato, la criminalità, piccola e grande, ne sta lontana. Il governo ha investito e continuerà ad investire nella videosorveglianza. Ma soprattutto stiamo rafforzando gli organici delle forze di Polizia, che la sinistra aveva precedentemente indebolito. 40.000 assunzioni di cui siamo orgogliosi, e altre 30.000 in arrivo”.

Il convegno ha voluto anche rilevare come la sicurezza non passi solo e attraverso le leggi nazionali, o l'intervento dei governi centrali. È stato fatto notare dal centrodestra come le istituzioni locali possano fare molto. Lo stesso sottosegretario Prisco ha sottolineato come manchi la gestione, dal punto di vista della legalità e dell'ordine pubblico locale, dei locali etnici che stanno spuntando sempre più diffusamente. I controlli da parte delle autorità comunali, secondo il membro del governo, dovrebbero essere più stringenti, in quanto spesso le cronache raccontano, attorno a tali bar, di risse, spazzatura lasciata nei pressi, frequentazione da parte di soggetti già noti alle forze dell'ordine per precedenti penali. Insomma, degrado che i comuni, secondo il Ministero dell'Interno, lascerebbe correre. Da qui è partita la bordata di Prisco contro la sinistra: “È un caso che delle 10 città italiane con maggiori problemi di sicurezza, 9 siano governate dalla sinistra?

Il portavoce di Forza Italia, il ternano Raffaele Nevi, ha voluto ricordare a riguardo l'esperienza della giunta Ciaurro: “A quei tempi c'erano zone della città infrequentabili. Abbiamo realizzato un piano d'intervento, convinti che i comuni siano attori importantissimi per il decoro urbano, l'ordine, quella cura del territorio che porta alla sicurezza e quindi alla libertà personale. Se tutto è degrado, c'è un'ulteriore spinta al degrado. Con la giunta Ciaurro abbiamo investito molto nella pubblica illuminazione e nella riqualificazione urbana”. Una sottolineatura, quella dell'illuminazione notturna, che ha fatto pensare alle fioriere sui lampioni dell'attuale giunta Bandecchi, estetiche ma non certo funzionali alla pubblica sicurezza. Sulla Terni attuale e sulla sua gestione, comunque, nessun accenno polemico, ma nemmeno una sola menzione. Indifferenza.

I conferenzieri, tra cui Gianni Tonelli della Lega, ex poliziotto e leader sindacale di categoria, hanno soprattutto criticato la sinistra e la magistratura, o almeno parte di essa. “La sovranità – ha detto Tonelli – appartiene al popolo, non a chi ha vinto un concorso”. Per l'esponente della Lega, una parte della magistratura politicizzata e ideologizzata a sinistra interpreta le leggi contro lo spirito con cui le stesse sono state scritte e votate in Parlamento. Il diritto europeo e i trattati internazionali, è stato ricordato dagli intervenuti, rendono il quadro normativo confuso, e permettono sentenze con pene così poco severe da figurare quasi come un'istigazione a delinquere.

Grande enfasi è stata data al nuovo pacchetto sicurezza, con un'unica voce fuori dal coro, tecnica, non politica, quella dell'avvocato Manlio Morcella: “Il fermo provvisorio non è condivisibile. Non è una misura accettabile in uno stato liberale”.

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