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Città di Castello

Caso Dante Alighieri: c'è il vertice in prefettura

Faccia a faccia del sindaco con i rappresentanti del Ministero e dell’agenzia nazionale Invitalia

08 Febbraio 2026, 20:12

La vicenda della scuola media “Dante Alighieri” torna al centro dell’agenda istituzionale. Martedì 17 febbraio alle ore 11, in Prefettura, è in programma un incontro tra Comune di Città di Castello, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Invitalia, promosso dal prefetto Francesco Zito su sollecitazione dell’amministrazione comunale. Al centro del confronto, due questioni che continuano a intrecciarsi e ad alimentare tensioni: prima di tutto la ricostruzione dell’edificio scolastico, ferma da oltre un anno, e poi il dimensionamento scolastico deciso a partire dal prossimo settembre.

“Il prefetto di Perugia – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi e l’assessore ai Servizi educativi Letizia Guerri – si è attivato per ricercare un confronto con il Ministero e Invitalia, raccogliendo l’appello che da tempo l’amministrazione comunale rivolge alle istituzioni affinché la questione della Dante venga affrontata attraverso un percorso risolutivo”. Un ringraziamento esplicito a Zito “per l’attenzione e la vicinanza dimostrate al nostro ente” e per aver promosso un incontro che vedrà alcuni interlocutori collegati anche da remoto. Sul fronte edilizio, la situazione resta sotto gli occhi di tutti: là dove sorgeva la scuola c’è ancora un cumulo di macerie, segno tangibile di una ricostruzione che non è mai partita davvero. I lavori, legati ai finanziamenti del Pnrr, sono bloccati da tempo e la comunità scolastica continua a pagare le conseguenze di uno stallo che appare sempre più difficile da spiegare.

Ma il tema che infiamma il dibattito è anche il dimensionamento scolastico. L’amministrazione comunale ha confermato la propria contrarietà al provvedimento adottato dall’ormai ex commissario ad acta e direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, che prevede l’accorpamento della “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici cittadini. Una scelta definita “illogica”, che “disattende le istruttorie che avevano portato la Regione a individuare altre realtà e non Città di Castello”. “Sono motivazioni, anche di carattere logistico, che ci porteranno a presentare il ricorso al Tar già annunciato”, spiegano Secondi e Guerri, auspicando però “un ripensamento da parte del direttore generale”. A rafforzare la posizione del Comune c’è anche la mobilitazione della comunità scolastica: la raccolta firme contro il dimensionamento ha superato quota 3.200 adesioni.

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