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Medicina veterinaria, l'Umbria recepisce le nuove linee guida nazionali sulle trasfusioni per cani e gatti. Ecco cosa cambia

Proietti: “Cure d’eccellenza per proteggere i nostri amici a quattro zampe”

Claudia Boccucci

07 Febbraio 2026, 18:33

Medicina veterinaria, l'Umbria recepisce le nuove linee guida nazionali sulle trasfusioni per cani e gatti. Ecco cosa cambia

L’Umbria compie un passo decisivo nella tutela della salute degli animali. Con la recente delibera della giunta regionale sono state infatti recepite le nuove linee guida nazionali per l’utilizzo di sangue e dei suoi emocomponenti per cani e gatti. Un obiettivo raggiunto anche grazie al gruppo di lavoro che per un periodo si è interfacciato direttamente con il Ministero della salute per rendere possibile questo cambiamento delle linee guida, prontamente recepito dalla Regione Umbria.

“Con questo provvedimento – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti –, l’Umbria si dota di un quadro normativo moderno, certo e sicuro per la medicina trasfusionale veterinaria. Garantire standard elevati di sicurezza e tracciabilità nelle trasfusioni significa offrire cure d’eccellenza e proteggere i nostri amici a quattro zampe in situazioni spesso salvavita. Questa normativa riconosce e valorizza l’impegno quotidiano dei medici veterinari umbri e le strutture che già operano con professionalità, offrendo ai cittadini un sistema trasparente e scientificamente avanzato”.

Nello specifico, la normativa - precedentemente ferma dal 2016 - consente di utilizzare non solo sangue intero ma anche gli emocomponenti (come plasma o globuli rossi), più mirati nel trattamento delle patologie. Finora si assisteva a “un’invasione di prodotti emotrasfusionali dall’estero che inibiva lo sviluppo delle banche del sangue in Italia”,  ha spiegato George Lubas, presidente di Aimvet (Associazione Italiana Medicina Veterinaria Trasfusionale) e coordinatore del gruppo di lavoro composto da Chiara Agnoli dell’Università di Bologna, Maria Teresa Antognoni del Dipartimento di Medicina Veterinaria di Perugia, Alessandra Gavazza dell’Università di Camerino, Francesca Magnani, emoteca di San Marino, Daniela Proverbio ed Eva Spada dell’Università di Milano e Marta Vascellari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Spezzata questa dipendenza dai Paesi stranieri - dove era già possibile separare gli emocomponenti dal sangue intero – il provvedimento rende ogni trasfusione conforme ai massimi protocolli di sicurezza, garantendo autorizzazioni, controllo e tracciabilità totale. A partire dal primo punto, le banche del sangue dovranno ottenere l’autorizzazione dalle Asl e saranno censite in un elenco pubblico nazionale consultabile sul sito del Ministero. Oltre a questo, ogni struttura dovrà dotarsi di un responsabile dedicato e di protocolli operativi standard per ogni fase, dalla selezione dei donatori al controllo qualità. Inoltre, per la prima volta, verranno integrati anche i riferimenti alla circolare ministeriale del 2024 sui dispositivi medici veterinari, assicurando che ogni singola sacca di sangue sia tracciata e sicura. In questo modo la medicina trasfusionale rientrerà a pieno titolo in una prestazione d’interesse comune e verrà legittimata come pilastro della moderna clinica per piccoli animali.

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