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A presentare l’idea era stato il sindaco Andrea Sisti nel settembre 2024, in occasione della cerimonia di inaugurazione degli alloggi a canone concordato a San Sabino. Ora il Comune, concluso l’iter che ha consentito di acquisirla dal Demanio, è pronto ad accelerare per aprire in piazza d’Armi il “Parco dalla pace e dell’alimentazione”. I dettagli sono contenuti nella delibera di Giunta n. 26 pubblicata ieri nell’albo pretorio: l’Amministrazione parteciperà infatti al bando per il Fondo per il contrasto del consumo di suolo, che ha lo scopo di “finanziare interventi di rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano così da contrastare la perdita di suolo e ripristinarne le funzioni naturali”. Al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, in particolare, verranno chiesti 2 milioni di euro a cui si aggiungeranno, nel caso in cui la proposta venisse accolta, 300 mila euro di cofinanziamento.
Il progetto comprende in primis la rinaturalizzazione del terreno oggi incolto con la messa a dimora di alberature lungo il perimetro, aiuole, la realizzazione di parcheggi dotati di pavimentazione drenante, di un laghetto (utilizzabile come riserva d’acqua per i vigili del fuoco) e di una piazzola di atterraggio per l’elisoccorso. I lavori, stando a quanto si legge nelle tavole tecniche allegate alla delibera, prevedono anche: la rimozione dell’asfalto nello slargo tra via Franco Pallucchi e via Piazza d’Armi e conseguente “sostituzione con area a prato”, il potenziamento delle strutture ludiche rivolte ai bambini nonché la riqualificazione dei campi da bocce.
La giunta, a stretto giro di posta, provvederà ad “impegnarsi ad apporre il vincolo di inedificabilità totale” dei luoghi coinvolti mentre agli uffici del Dipartimento 7 “Valorizzazione della rigenerazione identitaria urbana, rurale e produttiva” è stato dato mandato di “inviare i documenti necessari alla partecipazione al bando”. L’intervento di recupero totale della zona rientra nel Documento Unico di Programmazione 2025-2027 e consentirà di mettere a disposizione delle famiglie del territorio un parco di grandi dimensioni per un totale di 119.130 metri quadrati. Ora si resta in attesa del verdetto da parte del Ministero.
“Sono ammissibili al finanziamento i progetti che prevedono interventi di effettiva rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado sul territorio regionale, in ambito urbano o periurbano, su aree di proprietà pubblica, ovvero acquisite al demanio pubblico, che non presentino vincoli territoriali o urbanistici ostativi alla realizzazione dell’intervento, inoltre l’area deve essere chiaramente delineata e territorialmente continua, oppure disgiunte, purché prossime tra loro e connesse funzionalmente”.
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