terni
“Oggi sarò a Perugia, c'è anche la giunta regionale, per parlare dell’ospedale di Terni”. È l’annuncio del sindaco Stefano Bandecchi ad aprire una fase politicamente delicata sul futuro del nuovo ospedale. Resta incerta la presenza di Francesco Maria Ferranti, sospeso per 24 mesi da Forza Italia dopo aver accettato l’incarico di vicepresidente della Provincia di Terni nella squadra guidata dallo stesso Bandecchi. “Non so se può venire o no”, afferma Bandecchi, che parla apertamente di una “grande confusione nel centrodestra” e ironizza: “Forse gli dirò di non venire. O forse sì”. Le parole di Bandecchi fanno da sfondo all’audizione della terza commissione regionale, riunitasi nella sede dell’Arpa per ascoltare i capigruppo del consiglio comunale sul futuro del nuovo ospedale.
Dal centrosinistra arrivano segnali di soddisfazione. I capigruppo ternani di Movimento 5 stelle e Partito Democratico, Claudio Fiorelli e Pierluigi Spinelli, parlano di un passaggio importante: “L’incontro rappresenta un passo avanti per il futuro della sanità locale. La Regione sta lavorando nel verso giusto, partendo dallo studio delle aree idonee e proseguendo ora con una fase di ascolto e approfondimento”. Un metodo partecipato, sottolineano, che vede il coinvolgimento del presidente della commissione Luca Simonetti e della presidente della Regione Stefania Proietti. “Il nuovo ospedale – continuano Fiorelli e Spinelli - è un pilastro dell’intero sistema sanitario regionale”.
A sostenere il percorso regionale è Sinistra Italiana Terni, che rivendica un metodo “pubblico, trasparente e partecipato”, respingendo l’ipotesi del project financing e chiedendo ora di aprire un confronto serio sul modello di ospedale e sui servizi da garantire. Più critiche le valutazioni delle opposizioni. Massimo Francucci di Alternativa Popolare parla di “quadro allarmante”: “Abbiamo chiesto certezze e usciamo dall’audizione con gli stessi dubbi. Non ci sono indicazioni su area, risorse e tempi, mentre si va avanti con lo spoke Narni-Amelia”.
Duro anche l’attacco di Fratelli d’Italia. “La giunta regionale non ha un programma certo – dichiarano gli esponenti regionali e comunali. Si rinvia tutto al Piano sanitario regionale, prendendo tempo e senza assumersi la responsabilità di decidere. Le uniche risorse disponibili restano quelle stanziate dalla precedente giunta di centrodestra”. Sulla stessa linea la Lega, con Enrico Melasecche e Donatella Tesei che denunciano “confusione sui finanziamenti, assenza di un’area individuata e totale incertezza sui tempi”, paventando il rischio di una realizzazione rinviata di molti anni e criticando anche il possibile indebolimento del legame con l’università di medicina.
Nel dibattito entra anche il fronte sindacale. La Fp Cgil di Terni, con il segretario Andrea Pitoni, lancia l’allarme sulle difficoltà del pronto soccorso del Santa Maria. “Il personale lavora con grande professionalità, - dice ancora Pitoni - ma senza un rafforzamento dell’assistenza territoriale e senza nuove assunzioni la situazione di emergenza non può essere risolta”. Sull’assenza di risposte concrete si è soffermata anche la presidente del consiglio comunale, Sara Francescangeli: “Siamo fermi alla casella di partenza. Terni ha diritto a un Dea di secondo livello e a un’alta specializzazione, non a essere una seconda scelta”.
A intervenire è stato infine il presidente del Comitato difesa azienda ospedaliera di Terni, Federico Di Bartolo, che ha evidenziato le numerose incertezze ancora aperte. “Restano nodi fondamentali su costi, risorse, tempi, cronoprogramma, destino dell’attuale sede di Colle Obito e ruolo del nuovo ospedale nella rete regionale”, ha spiegato, proponendo una conferenza cittadina pubblica e partecipata per garantire trasparenza e coinvolgimento della comunità.
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