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Cara è costata - ma sarebbe potuta andare peggio - la 'liaison' con Stefano Bandecchi, al vice presidente della Provincia di Terni - e consigliere comunale e provinciale - Francesco Maria Ferranti. Il collegio regionale dei probiviri del partito azzurro lo ha sospeso per due anni a seguito del deferimento scattato dopo che lo stesso - era aprile dello scorso anno - aveva accettato 'l'invito' di Bandecchi e quindi la vice presidenza di palazzo Bazzani. In quelle elezioni di secondo livello, stravinte dal sindaco di Terni anche in ragione di un voto trasversale, la coalizione di centrodestra - e quindi anche Forza Italia - aveva sostenuto la candidatura della sindaca di Orvieto Roberta Tardani. Successivamente Ferranti, già vice presidente a palazzo Bazzani con la presidente Laura Pernazza (FI), aveva accettato la proposta del 'rivale' - poi non più, almeno in Provincia - Bandecchi. Un corto circuito che Forza Italia non gli ha perdonato, con il deferimento e la richiesta di espulsione seguiti, ora, dalla decisione del collegio regionale dei probiviri. Il provvedimento più drastico è stato scongiurato ma, certo, la sospensione per 24 mesi ha un suo peso, anche se - come sottolinea lo stesso Ferranti - si tratta di una decisione 'appellabile' e non definitiva.
"Ne prendo atto - si limita a dire - e ritengo indispensabile il ricorso al collegio nazionale". Per ora si va di fioretto in Forza Italia, e lo stesso portavoce nazionale - e parlamentare ternano - Raffaele Nevi evita di entrare nel merito "di una decisione presa da un organismo statutario che è chiaramente autonomo anche rispetto alla dirigenza del partito. È chiaro a tutti - aggiunge - che Forza Italia è un partito che pone al centro le decisioni prese collegialmente dagli organi direttivi. Ogni eletto deve dare il buon esempio, rispettando lo statuto del partito. Nessuno può decidere come meglio crede la linea politica da assumere o, peggio, se stare o meno in una maggioranza. La decisione del collegio - aggiunge il portavoce azzurro - va sicuramente in questa direzione e per questo è apprezzabile. Nella mia lunga carriera, anch'io ho vissuto momenti in cui non ho condiviso le scelte compiute dagli organi deputati, ma le ho sempre accettate con spirito di appartenenza e senso di responsabilità".
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