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Il canile di Lerchi
"Escluso il cane non rimane che gente assurda". Rino Gaetano lo cantava con ironia, ma anche con una lucidità disarmante. Perché il cane, da sempre, è il migliore amico dell’uomo: una presenza capace di dare amore senza chiedere nulla in cambio, di restare fedele anche quando tutto il resto vacilla. Al canile di Lerchi Enpa a Città di Castello, questa verità si tocca con mano. Entrando, il cuore si rompe guardando quegli occhi che seguono ogni movimento, che si affacciano dalle grate senza rabbia, senza rancore, ma con una richiesta silenziosa e potentissima: una carezza, una presenza, una famiglia. Occhi che non accusano, non pretendono nulla, e proprio per questo colpiscono dritto. Ma quel cuore può anche aggiustarsi. Succede quando si sceglie di adottare.
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Il canile di Lerchi non è solo una struttura di accoglienza. È un luogo carico di umanità, di lavoro quotidiano, di storie che aspettano un finale diverso. Qui arrivano cani recuperati sul territorio, animali abbandonati, rinunce dolorose. Ognuno con il proprio vissuto, ma nessuno ridotto a un numero o a un problema. Ogni cane viene seguito, curato, accompagnato in un percorso che ha un solo obiettivo: tornare a vivere davvero. Per questo è importante andare in canile. Andarci di persona. Senza paura. Perché il cane non si sceglie come un oggetto, va conosciuto, va guardato negli occhi. È lì che cadono i pregiudizi, uno dopo l’altro. Ed è lì che si scopre quanto amore possano donare questi amici a quattro zampe.

Le foto del canile di Lerchi
Un amore che non conosce limiti di età. "Bisogna abbattere il luogo comune legato ai cani anziani e a quello secondo cui i cani del canile "hanno dei vizi", sottolinea Rosa Gatto, referente del canile di Lerchi. "Ma che vizi possono mai avere cani che hanno solo aspettato? Anche un solo giorno passato fuori dal box, in una casa, con una famiglia, per loro è tutto. È una vita intera".
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Le foto del canile di Lerchi
Adottare non è solo dare. È anche ricevere. È uno scambio profondo che va oltre ogni aspettativa. Chi apre la propria casa a un cane del canile scopre un legame che cresce giorno dopo giorno, fatto di fiducia, riconoscenza, presenza. Un rapporto che supera ogni limite e che riempie il cuore, davvero.

Le foto del canile di Lerchi
Lo sanno bene anche gli operatori del canile, Simone e Paula. "Questo lavoro ti restituisce tantissimo amore", raccontano. "Ma c’è anche l’altro lato della medaglia. Quando torni a casa, i pensieri restano lì. Pensi a quel cane che sta male, a quello più fragile, a quello chiuso nel box". È un peso che non si spegne a fine turno. È la prova di quanto coinvolgimento e quanta responsabilità ci siano dietro a ogni singolo gesto.

Le foto del canile di Lerchi
Il canile di Lerchi è questo: un luogo dove convivono fatica e speranza, dolore e dedizione. Un posto che non chiede pietà, ma presenza. E allora l’invito è semplice, diretto, senza scuse: andate al canile, entrate, fermatevi, guardate questi cani. Non abbiate paura di adottare. Perché regalare una vita migliore a uno di loro significa, inevitabilmente, migliorare anche la propria.
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