Attualità
Si chiama Mauro, ha sei anni, pelo lungo e nero come la notte. Ogni giorno compie lo stesso rituale: esce di casa seguendo un percorso sospeso sui tetti del centro storico e rientra presentandosi, puntuale, davanti al portone di via XX Settembre 45 a Foligno. Non suona, ovviamente. Miagola. E lo fa con tale insistenza da attirare l'attenzione dei passanti. Chi lo conosce sa già cosa fare: citofonare al posto suo. Chi invece lo incontra per la prima volta capisce in fretta che quel gatto è di casa. Basta alzare lo sguardo e leggere il campanello: “Per il gatto nero suonare qui”. Una scritta che racconta una storia e strappa un sorriso. A raccontarla è Roberta Rotoloni, padrona – o forse sarebbe meglio dire coinquilina – di Mauro.
“È arrivato così, dal tetto della mia terrazza. I gatti del centro storico si muovono come funamboli, passano dalla strada ai tetti con una naturalezza incredibile. Non è il primo: nella zona delle Conce c’è anche una colonia felina seguita dalla Usl”.
Il nome, Mauro, nasce dal suo verso inconfondibile, un miagolio che sembra disegnare una “M” seguita da una “A” e una “O”. Un suono che non si dimentica. “Avevo messo fuori un trasportino con del cibo per catturare un gatto da sterilizzare. Quando l’ho controllato, ho trovato lui. Era giovanissimo, meno di un anno, malconcio. L’ho portato subito dal veterinario”. In quel periodo Roberta stava per affrontare un’operazione a Milano. “Eppure mi ha fatto così tanta tenerezza che mi sono concentrata tutta su di lui, quasi dimenticando i miei problemi”. Cresciuta in una famiglia con cani e gatti, aveva già una gatta in casa, Robertina. “Ma quando arriva qualcuno come Mauro, non puoi dire di no. Dopo l’operazione siamo tornati insieme a Foligno e abbiamo fatto la convalescenza fianco a fianco. Mi è stato sempre vicino. È stato incredibile”.
La libertà, però, per Mauro è sacra. “I gatti ne hanno bisogno. Da casa può uscire da una finestra che dà sui tetti, tra terrazzi quasi bucolici. Dalla gattaiola, lo sportellino basculante che ho sulla finestra, scende in strada attraverso i tetti, passeggia per il centro storico e poi, per tornare, sceglie la via più comoda: il portone”. Si piazza davanti al numero 45 e comincia il suo concerto. Miagolii acuti, sguardo fisso verso il citofono, atteggiamento eloquente: “Suona, che mi aprono”. Si lascia accarezzare da tutti, ma non si fa prendere in braccio. “A volte, quando non sono in casa, può creare qualche disagio. È capace di aspettare anche un’ora, piangendo”.
Eppure Mauro è impossibile da non amare. Coccolone, educato, ormai mascotte del quartiere. “Ha l’intestino irritabile e deve seguire una dieta monoproteica - racconta Roberta - Per questo ho messo dei cartelli in zona con la sua foto: “Sono solo goloso, non datemi da mangiare, voglio solo coccole”. Sui social l’appello è diventato virale. Commenti, ironia, affetto: “Mauro sei uno di noi”, “Ribellati a questa dieta”. Lui, intanto, continua il suo giro quotidiano sui tetti, tra cronaca minuta e poesia urbana. E quando rientra, sa già che qualcuno, prima o poi, suonerà per lui.
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