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Nuovo ospedale di Terni, la presidente della Regione Proietti: "Deve essere l’ospedale dell’Umbria"

La presidente della Regione nelle risposte dei capigruppo del consiglio comunale: centrale l’attrattività extraterritoriale e le specialità. Casciari sui lavori nel presidio attuale: "Necessari o non sarebbe a norma"

03 Febbraio 2026, 10:14

Nuovo ospedale di Terni, la presidente della Regione Proietti: "Deve essere l’ospedale dell’Umbria"

“Il nuovo ospedale di Terni deve essere l’ospedale dell’Umbria. Le scelte sul suo futuro saranno fatte entro pochi mesi, entro l’approvazione del piano sociosanitario”. Queste le parole della presidente della Regione, Stefania Proietti, durante la seduta della Terza commissione regionale presieduta da Luca Simonetti, che ieri ha riunito i capigruppo del consiglio comunale di Terni nell’auditorium di Arpa per fare il punto sul futuro dell’edilizia sanitaria e sulla riorganizzazione della rete ospedaliera provinciale. Al tavolo dei lavori erano presenti, oltre al presidente della Commissione Luca Simonetti e al vice Matteo Giambartolomei, anche l’assessore regionale Francesco De Rebotti e il direttore generale dell'ospedale Andrea Casciari. Gli interventi dei rappresentanti politici ternani hanno mostrato una linea sostanzialmente comune: dai capigruppo è arrivata la richiesta alla Regione di passare dalle ipotesi alle decisioni, chiarendo risorse disponibili, tempi di realizzazione e modalità di intervento, accompagnata dall’esigenza di un confronto istituzionale stabile e rispettoso tra Comune e Regione per arrivare a scelte condivise. È stata inoltre sottolineata la necessità di garantire la piena funzionalità dell’attuale ospedale e di tutelare il ruolo della sanità ternana nel nuovo piano sociosanitario regionale. Al centro della seduta, un doppio binario: da un lato l’avanzamento del progetto del nuovo ospedale di Terni, dall’altro il percorso dell’ospedale di Narni-Amelia, definito come primo stralcio operativo, destinato a rafforzare la sanità territoriale e a integrarsi con il ruolo di Terni come hub di riferimento.

Le due strutture non sono in competizione ma interdipendenti, con Terni hub regionale e Narni-Amelia a supporto della medicina territoriale. Nel suo intervento, la presidente Proietti ha chiarito che il nuovo ospedale ternano non può essere considerato una risposta esclusivamente locale, ma un presidio strategico di valenza regionale. “Terni è sede dell’ospedale di alta specializzazione dell’Umbria, - sottolinea la presidente Proietti - una struttura che già oggi intercetta mobilità sanitaria anche dal basso Lazio e non solo. Quando parliamo del nuovo ospedale, parliamo di un’infrastruttura che deve servire l’intera regione, rafforzarne il sistema sanitario e attrarre professionalità e innovazione. Il nuovo ospedale deve nascere con una vocazione Irccs. L’Umbria oggi è una delle poche regioni senza un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Il progetto di Terni può colmare questa mancanza, integrando assistenza, ricerca e innovazione e rendendo il nostro sistema sanitario più competitivo e attrattivo”. Sul metodo seguito dalla Regione, Proietti ha ribadito la necessità di basi solide e di una pianificazione rigorosa. “Un’opera di questa portata richiede serietà, - continua la presidente Proietti - programmazione e scelte fondate su dati tecnici. Non servono proclami.

Per questo abbiamo inserito il nuovo ospedale tra le priorità del programma di governo e avviato uno studio approfondito sulle aree realmente idonee”. Durante la seduta, i capigruppo hanno chiesto un cronoprogramma chiaro, la ripartizione dei fondi e l’impatto sull’attuale ospedale Santa Maria, sottolineando la necessità di tutelare la continuità dei servizi e di garantire un confronto stabile tra Comune e Regione. Proietti ha evidenziato la delicatezza del passaggio spiegando che: “Realizzare un nuovo complesso sanitario accanto a una struttura che deve continuare a garantire emergenze e servizi è una sfida complessa. La continuità assistenziale non può essere messa a rischio. Tutti percepiamo l’urgenza del nuovo ospedale. Oggi spetta a noi assumere l’onere dell’edilizia sanitaria e della rete ospedaliera, guardando avanti”. Il presidio ternano sarà inserito nel nuovo piano sociosanitario, con la conferma auspicata del Dea di II livello, e la scelta dell’area sarà di competenza regionale entro pochi mesi.

Lo studio di Binini Partners ha individuato 5 aree idonee, Campitello, Maratta Sud, Gabelletta Ovest, zona stazione e Colle Obito, con costi stimati tra 500 e oltre 700 milioni per circa 600 posti letto. Campitello emerge come soluzione più apprezzata per posizione e caratteristiche. Sulle risorse, Proietti ha distinto tra spesa corrente e investimenti: i fondi ordinari servono per assunzioni e funzionamento, mentre per il nuovo ospedale servono fondi di investimento. Attualmente disponibili 73 milioni di euro di fondi statali ex articolo 20, 180 milioni Inail e circa 100 milioni prenotati, con possibile contributo della Cassa depositi e prestiti per la progettazione.

Casciari ha ribadito la necessità di continuare a investire sull’attuale ospedale Santa Maria per mantenerlo a norma e garantire la transizione senza penalizzare i servizi. “Gli investimenti sono stati necessari - ha detto - per garantire i requisiti minimi di sicurezza antisismica e antincendio, altrimenti non sarebbe una struttura a norma. E’ la prima volta che l’ospedale di Terni ha una Scia antincendio”. Eventuali interventi sull’area di Colle Obito non andranno comunque persi: se non scelta come sede del nuovo ospedale, potrà ospitare la Asl 2, superando i costi di affitto dell'attuale sede di via Bramante. Il prossimo passaggio sarà un incontro tecnico tra Regione e Comune. “Il lavoro della Commissione poi non si ferma qui. Il percorso di ascolto – spiega Luca Simonetti - proseguirà nelle prossime settimane coinvolgendo i sindacati, i comitati cittadini, l’Ordine dei Medici, come suggerito dalla consigliera Maria Grazia Proietti, e tutte le realtà che vorranno dare un contributo serio alla costruzione del progetto. Si tratta di un metodo di lavoro importante per il nostro territorio”.

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