Carnevale San Sisto
Sono in corso gli ultimi preparativi, quelli più importanti per la definizione dei carri, anche per il rione Perugia 2. “Sicuramente questa edizione – spiega Fabrizio Bovi, carrista del rione e segretario dell’associazione – sarà caratterizzata dai lavori che ci sono dentro San Sisto. Il giro tradizionale verrà modificato e quindi ci dovremmo riadattare a queste criticità, come il non avere il carro dentro il rione prima della sfilata”.
Perugia 2 quest’anno porterà come tema Harry Potter. “Proveremo a rendere omaggio alla saga di questi film – prosegue Bovi – speriamo di aver fatto un bel lavoro. Come sempre il carro sarà di grandi dimensioni e ospiterà i personaggi dei lungometraggi. A livello lavorativo la mano d’opera del rione è rimasta stabile: siamo un gruppo 10-15 persone che realizzano il carro. Altri, invece, pensano a fare altre cose da corredo alla sfilata”.
Come segretario dell’associazione cosa si auspica per il futuro del carnevale di San Sisto? “Ho già espresso la mia volontà di allargare e coinvolgere da subito i rioni per stilare una lista di idee, già dal mese di aprile, per riprogrammare il carnevale 2027 e porci degli obiettivi da qui a 3-4 anni. È necessario darci un imput a livello comunale e regionale per far crescere questa manifestazione, l’unica del genere a Perugia. Spero che Comune, media e imprenditori ci sostengano. Abbiamo già preso i primi contatti per cercare di fare un progetto, che preveda per i prossimi 4-5 anni una crescita importante”.
Sempre con questo obiettivo l’associazione è al lavoro anche per definire il capannone. “Siamo alla ricerca di una struttura fissa. Ora stiamo definendo con il Comune di Perugia ed Umbra Acque un accordo per dare continuità al nostro lavoro. Il capannone che abbiamo ora non è grandissimo ma se continuiamo ad averlo abbiamo la possibilità di lavorarci tutto l’anno. Questa manifestazione si poggia sul volontariato, se le persone non si sentono gratificate dopo un po’ mollano. Noi abbiamo bisogno di sostegno e di supporto da chi ce lo può fornire. Il problema principale del nostro carnevale – conclude Bovi – è non c’è mai stato un capannone che ci permettesse di fare progetti”.
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