Sanità
Palazzo Donini
Non solo ematologia. Nell’approccio complessivo del modello one health, il nuovo Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) che la Regione si appresta a proporre al ministero della Salute c’è una vocazione che sarà tutta umbra: la tutela delle fragilità.
L’idea nasce dal tavolo aperto con la Università degli studi di Perugia, che con la nuova guida incarnata dal rettore Massimiliano Marianelli ha deciso di accelerare e sostanziare con accordi concreti la collaborazione con Palazzo Donini.

Si va dall’integrazione dei poli ospedalieri alla formazione dei medici, fino appunto a un Irccs – ha spiegato Marianelli – orientato sulle fragilità e le patologie cronico degenerative, ma anche sulle nuove fragilità giovanili, “che possa esaltare le specificità di un’area emergente della ricerca di ateneo, aumentando la partecipazione a reti nazionali destinate a specifiche linee di finanziamento”. Marianelli ricorda come questo era anche uno dei punti chiave del suo programma elettorale.
La tematica specifica risponde a esigenze e criticità del territorio in cui l’Irccs insisterebbe, ossia l’Umbria: la tematica della fragilità è intesa “come uno spazio di ricerca ampio e multidisciplinare, aperto a quasi tutte le linee di studio, favorendo un approccio integrato e innovativo verso le aree ingegneristiche, bioetiche, psichiatriche, psicologiche, farmacologiche, solo per fare degli esempi che qualificano lo spazio come esemplarmente interdisciplinare”, è il passaggio del manifesto di Marianeli. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alla geriatria e alle malattie degenerative.
Torna il mantra one health: l’obiettivo è promuovere un approccio integrato che favorisca la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione personalizzata di patologie croniche e invalidanti tipiche dell'età avanzata, “migliorando così la qualità di vita dei e delle pazienti e supportando allo stesso tempo le reti assistenziali”.
Non finisce qui. La valorizzazione delle competenze e le eccellenze della facoltà di Medicina è l’effetto immediato del futuro Irccs (l’Umbria è una delle poche regioni a esserne priva) in cui si svolge “attività di ricerca in ambito sanitario per sviluppare strategie innovative per la diagnosi e il trattamento delle patologie e fornire evidenze scientifiche utili a migliorare la pratica clinica”. Si tratta della cosiddetta ricerca traslazionale, che porta le scoperte di laboratorio direttamente sul letto del paziente. Nuove frontiere della ricerca e dell’assistenza si delineano all’orizzonte.
Oltre a questo, non secondario, l’Irccs potrà intercettare risorse importanti anche al di fuori della ripartizione del fondo sanitario nazionale.
Nelle linee strategiche del nuovo piano socio sanitario la stessa Regione riconosce l’importanza di una rinnovata collaborazione con l’ateneo su ricerca, assistenza e formazione. Non mancherà il tema dell’applicazione della convenzione tra azienda ospedaliera e medici universitari.
“Particolare valutazione – è scritto nel piano - sarà riservata al tema della costituzione delle aziende ospedaliero-universitarie integrate di Perugia e Terni. Essenziale, altresì, la stretta collaborazione tra il servizio sanitario regionale e l'Università anche per quanto riguarda la formazione dei professionisti sanitari. Questa collaborazione, attraverso la compenetrazione della funzione didattica con l'assistenza, permetterà lo sviluppo di professionisti competenti rispetto ai bisogni clinico-assistenziali.
La formazione dovrà essere regolamentata con protocolli specifici tra Regione e Università, con l'obiettivo di mantenere elevata la qualità formativa, bilanciando il rispetto degli standard universitari con la necessità di mantenere un numero diffuso di sedi di corso di laurea sul territorio regionale.
Per garantire la disponibilità di professionisti sanitari con elevate competenze cliniche e pedagogico-tutoriali nei corsi di laurea, “si dovrà valutare l'individuazione di nuove modalità di interazione di tali professionisti con i diversi contesti clinici. Sarà necessario definire e disciplinare le modalità della reciproca collaborazione per soddisfare le esigenze del servizio sanitario nazionale connesse alla formazione degli specializzandi.
La collaborazione con l'Università potrà estendersi anche alla formazione post-laurea dei professionisti sanitari, tramite la progettazione congiunta e l'implementazione di master e corsi di perfezionamento per i professionisti in servizio presso enti e aziende del SS, anche in riferimento a specifiche esigenze della programmazione socio-sanitaria regionale”.
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