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GUBBIO

Parco Ranghiasci torna alla città: eseguiti il censimento degli alberi e la messa in sicurezza dell’area

Euro Grilli

01 Febbraio 2026, 09:17

Parco Ranghiasci torna alla città: eseguiti il censimento degli alberi e la messa in sicurezza dell’area

Il parco Ranghiasci

Il bellissimo parco Ranghiasci riapre le porte e la città torna ad arricchirsi di uno dei suoi luoghi più identitari, un autentico gioiello che viene restituito alla comunità. Ed è un Parco ancora più bello dopo interventi di riqualificazione per un importo complessivo di 213 mila euro grazie alla convenzione sottoscritta il 19 dicembre 2023 tra il Comune di Gubbio e la Provincia di Perugia. Il contributo congiunto dei due enti ha permesso di impostare una strategia di recupero fondata su basi tecniche solide e su una visione di medio-lungo periodo, a partire da un progetto di fattibilità tecnico-economica redatto dal Comune di Gubbio.
“Nel corso del 2024 - è detto in una nota - il percorso si è arricchito di un importante momento di confronto con la cittadinanza grazie all’incontro partecipato ‘Insieme per la rinascita di Parco Ranghiasci’, che ha rafforzato l’idea di un parco non solo riqualificato dal punto di vista strutturale, ma anche condiviso e vissuto.

Parallelamente, il progetto iniziale è stato rimodulato per destinare risorse specifiche allo studio approfondito del patrimonio arboreo e alla redazione di un progetto di fattibilità esteso all’intero parco, superando l’ottica di interventi limitati al solo Villino. Tra il 2024 e il 2025 è stato quindi realizzato un censimento completo delle 520 alberature presenti nei 16 mila metri quadrati del parco, affidato all’agronomo forestale Mauro Frattegiani”. “I lavori, per un importo complessivo di 118.950 euro - si spiega - sono stati eseguiti dall’Azienda Agricola Simone Romani sotto la direzione dell’ingegnere Stefania Frondizi, con il supporto dell’agronoma Carla Schiaffelli, esperta in parchi storici, e si sono conclusi alla fine del 2025, garantendo condizioni di maggiore sicurezza per i fruitori”. A giugno dello scorso anno è stato presentato il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’intero Parco Ranghiasci, per un valore stimato di circa un milione di euro. Il progetto delinea una visione complessiva di tutela e valorizzazione del giardino storico, intervenendo sui viali, sull’accessibilità, sugli impianti tecnologici, sull’illuminazione, sul verde, sugli arredi e sulle opere scultoree.

Pur non risultando finanziato in un primo bando regionale, il progetto ha ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza ed è divenuto la base per ulteriori opportunità di finanziamento. In questo contesto si inserisce il significativo risultato ottenuto con il censimento “I luoghi del cuore” promosso dal Fai, che ha visto Parco Ranghiasci raggiungere il secondo posto in Umbria con 4.844 voti. Grazie a questo traguardo, il Comune di Gubbio ha ottenuto un contributo di 10 mila euro, unico in Umbria, per la realizzazione di un primo stralcio di interventi dedicati al recupero dell’identità storica del parco, affiancato da un cofinanziamento comunale di 15 mila euro.

Accanto agli interventi sul verde e sugli spazi aperti, prosegue anche il progetto esecutivo di riqualificazione del Villino di Parco Ranghiasci, che interessa la copertura, gli impianti, gli spazi interni, l’accessibilità e la sicurezza. I lavori, avviati dopo l’aggiudicazione alla ditta Ikuvium R.C. srl e temporaneamente coordinati con le operazioni sul patrimonio arboreo, sono ripresi pienamente nei primi giorni del 2026 con conclusione prevista entro l’estate. “La riapertura del Parco Ranghiasci - conclude la nota dell’amministrazione comunale - rappresenta dunque non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. Un percorso che continuerà per stralci funzionali, con l’obiettivo di non interrompere mai la fruizione del parco e di coinvolgere progressivamente la comunità, anche attraverso strumenti come l’Art Bonus e ulteriori canali di finanziamento pubblici e privati. Un bene ritrovato che guarda al futuro, nel segno della cura, della responsabilità condivisa e della valorizzazione del patrimonio comune”.

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