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PERUGIA

All’ex Grocco nasce l’ospedale di comunità: 38 posti divisi in due moduli al terzo piano della struttura di via della Pallotta

Ciotti (Usl1): "Ponte fra casa e degenza"

Sabrina Busiri Vici

31 Gennaio 2026, 08:36

All’ex Grocco nasce l’ospedale di comunità: 38 posti divisi in due moduli al terzo piano della struttura di via della Pallotta

E’ un posto dove la sanità si incontra con il sociale per diventare un luogo di cura della persona e un’opportunità per il territorio. E’ stato inaugurato, davanti a una gran folla di operatori sanitari ma anche di rappresentanti istituzionali, l’ospedale di comunità al terzo piano dell’ex Grocco in via della Pallotta. Un’inaugurazione molto sentita e benedetta da padre Simone Sorbaioli.

Trentotto posti letto che rappresentano un “ponte fra casa e l’ospedale”, come li ha definiti Emanuele Ciotti, direttore generale dell’Usl Umbria 1. Un risultato ottenuto grazie a fondi del Pnrr, 673 mila euro, e addirittura portato a termine in anticipo sulle scadenze. “Non deve essere considerato un piccolo ospedale – ha precisato Ciotti - ma è una risposta moderna a un bisogno molto concreto: stare vicino alle persone quando non serve l’alta intensità dell’ospedale per acuti, ma non basta ancora il domicilio. Con l’obiettivo di ridurre i ricoveri impropri e garantire un percorso assistenziale continuo e appropriato”.

La struttura, immersa nel verde, è stata completamente rinnovata, le camere a due letti sono state ampliate e sono arredate con mobilio nuovo. I posti letto sono suddivisi in due moduli, ciascuno dotato di propria infermeria. Gli spazi sono ampi e funzionali e mettono a disposizione degli ospiti soggiorno, sala da pranzo, palestra e cappella. Per quanto riguarda gli operatori, si presentano con un team multidisciplinare che concorrono alla definizione del Piano assistenziale individualizzato (Pai) specifico per ogni paziente. Il modello introdotto, secondo quanto ha spiegato il direttore, valorizza il ruolo centrale del personale infermieristico nel coordinamento del Pai, elaborato insieme ai medici della struttura, presenti nei giorni feriali per 4 ore e mezza al giorno per ciascun modulo e supportati nei weekend e nei festivi dalla Continuità assistenziale, e con l’equipe multidisciplinare composta da fisiatra, fisioterapiste, assistente sociale, dietiste e logopedisti. Il medico di medicina generale è coinvolto in tutte le fasi del percorso.

Tra gli elementi innovativi spicca la valorizzazione del caregiver familiare, che non è un semplice osservatore ma viene attivamente coinvolto e formato dal personale sanitario, acquisendo le competenze necessarie per garantire la continuità dell’assistenza dopo la dimissione.

L’ospedale di comunità ha anche un altro valore aggiunto: nasce in un posto tanto amato dai perugini con una storia importante alle spalle. Lo ha ricordato la presidente Stefania Proietti: “Questo luogo incarna la visione e l'impegno del professor Grocco e del professor Seppilli, e oggi rappresenta il paradigma di ciò che vorremmo realizzare in tutti i territori dell’Umbria attraverso il nuovo Piano sociosanitario regionale”. Per la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinadi, il fulcro sta proprio in quel legame fra sanità e sociale: “Mettere la persona al centro è l’unica strada che possiamo seguire - ha detto -. Sono contenta che stiamo lavorando a un piano regionale che tiene insieme sociale e sanitario: due ambiti che non possono essere separati, perché spesso coincidono nella vita concreta delle persone. Dobbiamo prenderci carico dei bisogni in modo completo, mettendo in rete competenze diverse in maniera trasversale. È necessario andare nella direzione di un rafforzamento della sanità territoriale”.

Chi e come si accede

Possono accedere all’ospedale di Comunità pazienti con una patologia acuta minore che non necessitano di ricovero in ospedale o con patologie croniche riacutizzate che devono completare il processo di stabilizzazione clinica, con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine (entro 30 giorni), provenienti dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal pronto soccorso/obi (osservazione breve intensiva) o dimessi da presidi ospedalieri per acuti.

Queste transizioni sono gestite dalla Cot (Centrale operativa territoriale). L’accesso alla struttura avviene in base a protocolli ben definiti.

La riqualificazione

All’esterno è stato eseguito un importante intervento al livello della copertura piana terrazzata al disopra del piano in questione, eliminando le infiltrazioni attraverso la rimozione del pacchetto esistente e la posa in opera di una nuova stratigrafia impermeabilizzante e isolante, completata da una pavimentazione flottante in gres porcellanato antiscivolo. Sono stati, inoltre, risanati i parapetti. All’interno, è stata eseguita una ridistribuzione degli spazi interni con la demolizioni e ricostruzioni di divisori per ricavare nuovi ambulatori, locali infermieristici, camere con bagno dedicato e spazi di supporto, con adeguamento dell’impianto idrico sanitario.

I lavori sono stati conclusi nel pieno rispetto delle tempistiche previste dal Pnrr, che ha finanziato l’intervento il cui importo complessivo è stato pari a 673.500 euro, di cui 426.997,39 euro destinati ai lavori e ai costi della sicurezza e 246.502,61 euro come somme a disposizione dell’amministrazione

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