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Frana sulla Flaminia, l'assessore Thomas De Luca: "Serve una nuova legge per un'Umbria più sicura"

Ilaria Albanesi

30 Gennaio 2026, 16:43

Frana sulla Flaminia, l'assessore Thomas De Luca: "Serve una nuova legge per un'Umbria più sicura"

Sarà riaperta questa sera - venerdì 30 gennaio - la strada statale 3 Flaminia, chiusa da mercoledì 28 gennaio per una frana in località Strettura, nel Comune di Spoleto. L'assessore all'ambiente, Thomas De Luca, è intervenuto sulla questione, sottolineando la necessità di dotare la Regione di uno strumento normativo aggiornato rispetto all'attuale Testo Unico del 2015 con risorse certe per il consolidamento e la prevenzione del rischio frane.

"Le situazioni che hanno colpito il nostro territorio - scrive De Luca -, dalla chiusura della statale Flaminia a Strettura alla frana sulla provinciale Bagnorese, confermano che la fragilità idrogeologica dell'Umbria non può più essere gestita solo in termini di emergenza. Serve una legge che garantisca copertura annuale e risorse certe dal bilancio regionale per non dipendere esclusivamente dai trasferimenti statali".

"Un territorio fragile richiede risposte certe - prosegue l'assessore De Luca - l'Umbria è caratterizzata da una franosità diffusa. Sebbene la pianificazione territoriale sia attualmente regolata dal Testo Unico del 2015 (L.R. 1/2015), tale normativa si concentra principalmente sulla tutela paesaggistica e sulla programmazione. È giunto il momento di andare oltre. Serve una legge dedicata che riprenda e attualizzi l'efficacia della vecchia norma del 1978 che per anni ha permesso interventi diretti e pronti interventi in caso di calamità".

In Umbria il rischio idrogeologico da frana è elevato e diffuso a causa della complessità dell'assetto geologico-strutturale e della varietà del paesaggio geomorfologico, spesso caratterizzato da strette valli solcate da corsi d'acqua con portate importanti e da rilievi con versanti pendenti modellati su rocce stratificate, talvolta a franapoggio o su terreni dalle caratteristiche geotecniche scadenti.

Secondo Ispra, risultano censite in Umbria aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4) pari a 498,9 Km2 corrispondenti al 5.9% del territorio regionale e complessivamente le aree a pericolosità (P1 P2 P3 P4) coprono un territorio pari a 1.194,9 km2 corrispondenti a 14.1% del totale. Sempre da fonti Ispra la popolazione a rischio residente in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata è pari a 18.028 abitanti, ovvero pari al 2,1%, mentre la popolazione complessivamente residente in aree a pericolosità da frana è pari a 168.801 abitanti, pari al 19,7% del totale.

Il quadro è ulteriormente aggravato dagli effetti dei cambiamenti climatici, che determinano precipitazioni più intense e frequenti, rendendo indispensabile la disponibilità di risorse strutturali e continuative per la gestione e la prevenzione delle emergenze.

fondamentale – conclude l'assessore De Luca, che ribadisce l'impegno per un provvedimento che garantisca ai cittadini e alle imprese una rete viaria sicura e un territorio protetto - avere una disponibilità finanziaria immediata per intervenire laddove il maltempo causi l'interruzione di arterie vitali. Serve una copertura annuale e risorse certe dal bilancio regionale per non dipendere esclusivamente dai trasferimenti statali, uno stanziamento dedicato a dare continuità ai cantieri di pronto intervento. Oltre l'80% dei fenomeni franosi in Umbria è influenzato da eventi meteorologici intensi. Una legge moderna deve finanziare la sorveglianza attiva e la manutenzione costante per evitare il collasso delle infrastrutture. Inoltre abbiamo la responsabilità di sbloccare una situazione normativa ferma dal 2015".

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