spoleto
Una casa canonica per accogliere, temporaneamente, nuclei familiari colpiti da sfratti per morosità o da altre situazioni di emergenza. È quella che verrà inaugurata oggi pomeriggio alle 16 a San Brizio. Una casa completamente riqualificata il cui progetto verrà illustrato proprio nel pomeriggio quando avverrà il taglio del nastro alla presenza dell'arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, del direttore della Caritas don Edoardo Rossi e del pievano don Vito Stramaccia. Per quello che è stato un investimento di circa 10.000 euro, provenienti dal progetto “Abitare la speranza”.
Grazie a questo progetto, dunque, finanziato sia con i fondi ordinari che con quelli straordinari Cei 8xMille Italia 2025, erogati da Caritas Italiana alla Caritas Diocesana, è stata attivata la “Casa San Brizio” nell'omonima frazione spoletina. Una struttura destinata a nuclei familiari colpiti da sfratti per morosità o da altre situazioni di emergenza che comportano la perdita dell’abitazione o situazioni di grave disagio abitativo. In sintonia con il Giubileo della Speranza appena concluso, la Caritas Diocesana di Spoleto-Norcia ha offerto una soluzione temporanea nella casa canonica di San Brizio, avviando contestualmente un percorso di autonomia personale e abitativa.
L’intervento ha assunto un carattere multidisciplinare e si è fondato sul coinvolgimento di una rete di soggetti del territorio, che hanno messo a disposizione competenze, strumenti di sostegno e risposte diversificate, garantendo un periodo di accoglienza adeguato alle esigenze dei beneficiari. La responsabilità dell’accoglienza e del sostegno è condivisa dall’intera comunità della Pievania di San Brizio, che non si limita a offrire ospitalità, ma accompagna attivamente i beneficiari in un percorso di superamento della condizione di precarietà.
“Abitare la Speranza” è, prima di tutto, un progetto comunitario. Non è soltanto un sostegno economico, né un aiuto emergenziale. È un percorso che mette al centro la persona, il suo diritto all’abitare e la possibilità, anche nei momenti più difficili, di non sentirsi sola. Sono sempre più numerose, infatti, le persone che vivono situazioni di precarietà abitativa, costrette a condizioni che mettono a rischio stabilità, relazioni e benessere.
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