perugia
“Adesso basta”. A dirlo sono i commercianti del quartiere di San Sisto: in 21 hanno firmato una lettera dai toni durissimi indirizzata all’amministrazione comunale. “Siamo stanchi, anzi esasperati, delle promesse mai mantenute: prima sul rifacimento del collettore fognario, ora sulla realizzazione delle infrastrutture per il Metrobus su viale San Sisto”. Nella lettera i firmatari denunciano oltre un anno di sacrifici definiti “ingiustificati”. “Già a Natale 2024 il viale è stato chiuso per 40 giorni - scrivono- non per lavori urgenti, ma solo per il taglio di alcuni pini, concluso in meno di una settimana”.
Nei primi mesi del 2025, ricordano, durante un incontro ufficiale con l’amministrazione avevano avanzato richieste “chiare e ragionevoli”: ridurre al minimo i disagi legati alla chiusura del viale, accelerando i cantieri anche con turni straordinari; garantire tempi certi di esecuzione; mantenere aperti gli accessi alle attività commerciali; fornire informazioni precise, tempestive e facilmente reperibili attraverso segnaletica adeguata, cartellonistica visibile e canali digitali; evitare infine l’apertura di altri cantieri nella zona di San Sisto per non paralizzare ulteriormente la viabilità.
I commercianti, si sottolinea nella lettera, avevano anche deciso di rinunciare a eventuali compensazioni economiche, a condizione che le risorse venissero utilizzate per accelerare i lavori. A distanza di un anno, però, “nessuna richiesta è stata rispettata” e “i tempi di esecuzione sono stati sistematicamente sforati”. Inoltre, viene evidenziato, “non è stato previsto alcun orario prolungato nel periodo estivo, quando le condizioni climatiche avrebbero consentito di lavorare anche nelle ore serali”. Solo quando i lavori erano ormai in forte ritardo, aggiungono, l’amministrazione ha affidato l’intervento a una ditta che ha operato in modo rapido “ma in pieno inverno”.
Critiche anche alla comunicazione: “La segnaletica è stata insufficiente o fuorviante e le informazioni diffuse confuse, spesso errate”. E viene citato il caso di via Donizetti, “arteria fondamentale di accesso a San Sisto e collegamento con l’ospedale”, dove “da oltre un anno è presente un cantiere che rende difficoltoso l’ingresso e l’uscita dal quartiere”.
A metà dicembre si sono tenuti una serie di incontri con la sindaca, accompagnati – si legge – da nuove promesse. Il 22 dicembre da Palazzo dei Priori era arrivata la rassicurazione: lavori a tappe, regolati da semafori, senza l’introduzione di un senso unico totale. “E invece - scrivono - il giorno dopo, dai giornali, scopriamo l’emissione di un’ordinanza che impone il senso unico su tutto il viale e vieta persino la svolta su via Tommaso Albinoni”. Non solo. “Ci era stato detto che, per ridurre i tempi, i lavori sul collettore fognario e quelli sulle nuove infrastrutture sarebbero stati eseguiti in contemporanea”. Per questo il viale è stato chiuso nella parte bassa fino a via Tommaso Albinoni. “Da due mesi, però, quel cantiere è fermo, mentre il traffico continua a essere deviato”.
La situazione si è ulteriormente aggravata dopo il 7 gennaio: “Prima dei semafori, in prossimità della biblioteca, è stato avviato un nuovo cantiere e attivato un ulteriore senso unico su un altro tratto del viale. Non è accettabile - denunciano - che su appena 500 metri ci siano due interruzioni”.
Da qui l’elenco delle richieste per la seconda fase dei lavori: tempi certi e rapidi, micro-cantieri per fasi, mantenimento della circolazione a doppio senso e, soprattutto, la comunicazione chiara del progetto definitivo che l’amministrazione intende realizzare su viale San Sisto. “Non accetteremo altre ambiguità né ulteriori rinvii - concludono -. La pazienza ha un limite. E quel limite è stato superato”.
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