SANITà
Chiedere tempi certi per la costruzione del nuovo ospedale di Terni. Con questo intento il sindaco, Stefano Bandecchi, ieri mattina ha istituito un gazebo in piazza Italia, davanti al palazzo dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria. Resterà attivo fino al prossimo 6 febbraio e sarà presidiato da alcuni rappresentanti del gruppo che è partito in autobus dal palazzetto dello sport di Terni alla volta di Perugia.

Una quarantina in tutto le persone che hanno aderito all’appello di Bandecchi che, davanti alla stampa, ha affermato: "Sono aperto a qualsiasi soluzione, l’unica che non mi sta bene è che ci vogliono 12 anni per fare qualcosa, che ce ne vogliono altri 5 per decidere e che non si sa che linea prendere. Perché quest’estate, tutti coloro che saranno ricoverati nell’ospedale di Terni avranno stanze e corridoi senza aria condizionata; avranno tutta una serie di servizi che sono disagiati. Poi se parliamo della forza lavoro, a Terni serve almeno il 40% in più tra medici e infermieri. È un discorso nazionale, non lo voglio attribuire direttamente alla Regione, ma è un altro argomento da trattare perché se non ci danno l’ospedale nuovo, risparmiando denaro, ci dessero almeno il personale". È un fiume in piena il primo cittadino di Terni circondato dai suoi sostenitori che ieri mattina avevano esposto striscioni con le scritte "mai più schiavi di Perugia" e "riprendiamoci il nostro ospedale" o che avevano in mano fogli con varie frasi del tenore "la salute non può aspettare" o "ospedale ora".

“Siamo qui per parlare dell'ospedale di Terni - si fa o non si fa? Si affacciano tutti alla finestra (rivolto ai palazzi della Regione, ndr). Vede che piazza tranquilla? Ho detto che noi dobbiamo stare con il silenzio, quello di chi non parla, di chi evidentemente ha ragione e guarda in faccia chi non glie la dà. Il silenzio di chi comunque si aspetta che qualcuno batta un colpo”. “Passati questi dieci giorni senza risposta - ha detto ancora il sindaco - andrò a parlare con i ministri Schillaci e Giorgetti. Con la presidente del Consiglio ci devono dire se Terni ha diritto a una vita normale oppure no. Per costruire l'ospedale servono quattro anni e 272 milioni. Chiederemo ai ministri di darci questi fondi perché la Regione faccia costruire l'ospedale. Quello che realmente serve. Senza troppe chiacchiere”.

Sul pronunciamento nel merito del Tar sulla vicenda stadio clinica della Ternana, atteso per oggi, Bandecchi ha ribadito: “Siamo qui solo per l’ospedale perché la clinica a Terni, se dovesse nascere, la pago io”.
Il primo cittadino, infine, ha rilanciato sul progetto di finanziamento pubblico di 280 milioni - bocciato già due volte da destra e sinistra – affermando che considera spropositata la cifra di 780 milioni di euro emersa nei confronti con la Regione.
“Il gazebo – ha concluso Bandecchi ribadendo che ritornerà davanti alla sede della Regione altre due volte – starà fermo in piazza Italia per 10 giorni per ricordare tre cose, ovvero che: 280 milioni di euro sono meno di 780 milioni; le soluzioni già ci sono per chi le vuole; basta prendere in giro tutti i cittadini ternani”.

“Stiamo qui a Perugia, sotto le finestre della Regione – ha dichiarato anche la presidente del consiglio comunale, Sara Francescangeli - a rappresentare gli interessi di Terni. Abbiamo sottratto tempo alle nostre famiglie, al nostro lavoro, per dire che Terni ha diritto a una nuova struttura sanitaria, Terni ha il diritto di avere un cronoprogramma, un finanziamento certo, un progetto realizzabile e fattibile. L'attuale governo regionale ha solo confuso le acque con ipotesi fantasmagoriche, che richiedono esborsi economici, oltre 700 milioni, che non sono sostenibili e che equivalgono a non fare nulla. Al momento c'è un caos assoluto sui luoghi e sui tempi. Noi di Ap, con il sindaco in testa, abbiamo detto che ci sono progetti più fattibili, da circa 280 milioni, che possono essere realizzati in tempi accettabili. Su questo versante già è stato fatto passare un anno e mezzo senza fare nulla. Ringrazio tutti gli assessori, tutti i consiglieri comunali, tutti i cittadini che hanno voluto essere presenti, che hanno voluto dar voce alla nostra città che non è seconda a nessuno, che ha diritto ad avere una struttura sanitaria efficiente, moderna, in grado di rispondere ai cittadini e di liberarli dalle ore di attesa al pronto soccorso”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy