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Migliora l'indice di riciclo dei rifiuti in Umbria. Male plastica e tessile

Nel report Arpa l’altra criticità è la percentuale di conferimento in discarica: troppo alta

Alessandro Antonini

26 Gennaio 2026, 08:34

Migliora l'indice di riciclo dei rifiuti in Umbria. Male plastica e tessile

Migliora l’indice di riciclo dei rifiuti in Umbria. E supera la soglia imposta dalla legge. Ma restano critici due materiali fondamentali: plastica e tessili. Le percentuali rispettive, nel 2024, sono del 23,9% e del 14%. La plastica in particolare, è peggiorata rispetto al 2023, quando era a quota 26%. Il riciclo dei materiali tessili è cresciuto di un punto. È quanto emerge nell’ultimo monitoraggio di Arpa Umbria rispetto agli obiettivi posti dalla normativa in materia di gestione dei rifiuti urbani per gli anni 2023 e 2024. Nel 2023, la regione ha riciclato più di 243 mila tonnellate di rifiuti prodotti sul territorio.

Questo risultato “ha portato l'indice di riciclo a un valore di poco inferiore al 56%, superando già l'obiettivo del 55% che la normativa ha fissato per l'orizzonte del 2025”, evidenzia l’Agenzia regionale di protezione ambientale. La fonte legislativa dell’obbligo normativo è la direttiva 2018/851/Ue. È stata recepita nella normativa italiana agli articoli 181 e 205-bis del decreto legislativo 152/2006.

L’indicatore migliora nel 2024, quando con oltre 253 mila tonnellate di rifiuti riciclati, l’indice sale al 56,4%.

“Analizzando le performance per singola tipologia di materiale nel 2024, si nota che per alcune delle frazioni principali vengono raggiunte percentuali di riciclo anche ben superiori al 65%, soglia obiettivo più ambiziosa posta dalla normativa nazionale ed europea”, fa sapere Arpa. Rimangono, come detto, “critiche” le percentuali di rifiuti riciclati della plastica, dei tessili e di alcune delle frazioni minori.

Nei territori nel 2024 emergono differenze geografiche significative: mentre il sub-ambito 4 e il sub-ambito 2 hanno raggiunto rispettivamente il 59% e il 58% di riciclo, il sub-ambito 3 si è attestato su un valore più basso, pari al 50%.

Ma il dato “che richiede maggiore attenzione” riguarda secondo Arpa lo smaltimento in discarica. Sia nel 2023 che nel 2024, la percentuale di rifiuti urbani umbri conferiti in discarica è rimasta stabile al 34% del totale prodotto. Questa cifra include sia i rifiuti conferiti direttamente, sia tutti gli scarti derivanti dai vari processi del ciclo di gestione. “Si tratta di un valore ancora molto distante dall'obiettivo fissato per il 2035, anno in cui la quantità di rifiuti in discarica dovrà essere ridotta a una percentuale pari o inferiore al 10%”, sottolinea l’Agenzia. La norma stabilisce che ai fini del calcolo dei rifiuti urbani (ru) conferiti devono essere considerati sia i rifiuti urbani conferiti direttamente in discarica sia tutti gli scarti derivanti dalla gestione di rifiuti urbani che vengono conferiti in discarica, nel territorio di produzione o al di fuori dello stesso.

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