CUCINA
Parigi chiama, l’Umbria risponde. E lo fa con una delle sue voci più autorevoli: Paolo Trippini. Uno dei chef simbolo della cucina umbra volerà nella capitale francese il 29 e 30 gennaio per le Cene al Tartufo del Ristorante Tosca, all’interno del prestigioso Splendide Royal Paris. Due serate che promettono di trasformare il tartufo nero umbro in un manifesto identitario, capace di parlare francese senza perdere l’accento della terra da cui proviene. Trippini non arriva a Parigi per stupire con effetti speciali, ma per ribadire un concetto ormai raro: la cucina come racconto sincero di un territorio. La sua è una gastronomia che affonda le radici nella tradizione familiare e le rielabora con eleganza e misura, senza mai tradire la memoria. Il tartufo nero, protagonista assoluto del menu, diventa il filo rosso di un percorso che celebra prodotti locali, stagionalità e cultura contadina, portando l’Umbria nel piatto con orgoglio e precisione.
Accanto a lui ci sarà Paolo Ambrogio, suo allievo e oggi chef esecutivo di Tosca. Insieme firmano un menu a quattro mani che è anche un passaggio di testimone: maestro e discepolo uniti da una visione comune, tra sapori netti, equilibrio contemporaneo e rispetto della materia prima. Non una semplice collaborazione, ma un dialogo generazionale che racconta come la cucina regionale possa evolversi senza snaturarsi.
“Cucinare a Parigi è sempre un grande privilegio. In queste cene porto con me la mia terra: i suoi profumi, i suoi colori e la sua autenticità”, spiega Trippini. “Voglio far viaggiare gli ospiti nel cuore dell’Umbria, attraverso una cucina sincera, fatta di emozione e di prodotto”. Una dichiarazione che suona come una presa di posizione in un panorama gastronomico spesso più attento all’immagine che alla sostanza.
La presenza di Trippini allo Splendide Royal Paris non è solo un riconoscimento personale, ma una conferma del ruolo dell’Umbria nel panorama gastronomico internazionale. Una regione che, lontana dai clamori modaioli, continua a farsi strada grazie a cuochi capaci di trasformare la tradizione in valore contemporaneo. Il Ristorante Tosca, raffinato avamposto italiano nel cuore di Parigi, è il palcoscenico ideale per questa operazione culturale prima ancora che culinaria: alta cucina mediterranea, materie prime selezionate e un’atmosfera intima, elegante, decisamente parigina. Qui l’Umbria non fa la comparsa, ma sale sul palco principale. E mentre Parigi assaggia il tartufo umbro, dalle colline verdi del cuore d’Italia arriva un messaggio chiaro: la vera modernità, in cucina, nasce solo da radici profonde.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy