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"No alle scuole accorpate". Insegnanti e genitori contro la fusione tra la Don Milani e la De Filis

Lunedì 26 gennaio incontro con il prefetto

Antonio Mosca

25 Gennaio 2026, 17:14

"No alle scuole accorpate". Insegnanti e genitori contro la fusione tra la Don Milani e la De Filis

Si svolgerà lunedì 26 gennaio, alle 16.30, il presidio sotto la Prefettura per protestare contro l’accorpamento della scuola primaria Don Milani con l’istituto comprensivo De Filis.

I manifestanti consegneranno al prefetto, Antonietta Orlando, una petizione online che già alle 18 di ieri aveva sfiorato le 800 firme.

Sull’argomento venerdì pomeriggio si è svolta un’assemblea molto partecipata di docenti e genitori della scuola di via Vodice.

Insegnanti, personale non docente, alunni e genitori sono fermamente contrari a “qualsiasi ipotesi di accorpamento, avviato senza un reale e trasparente confronto con i diretti interessati”. E per questo si chiede l’apertura di un tavolo di confronto pubblico dove “siano ascoltate le istanze di tutte le componenti scolastiche e territoriali, per valutare soluzioni alternative che non prevedano la soppressione di autonomie scolastiche radicate nel territorio”.

Gli organizzatori dell’iniziativa di protesta sollecitano “investimenti adeguati per il potenziamento e la sicurezza di entrambi gli istituti, in quanto presidi educativi, sociali e culturali insostituibili per i rispettivi quartieri.

L’accorpamento è un atto grave che lede il diritto all’istruzione di qualità. Creare mega-istituti, spesso lontani dalle esigenze del territorio, comporta inevitabilmente disagi organizzativi, smarrimento degli studenti più fragili, depotenziamento dell’offerta formativa personalizzata. La scuola di prossimità è un bene comune da tutelare.

Si persegue un risparmio di spesa a danno della qualità del servizio, dell’organico e delle condizioni di lavoro. L’istruzione - affermano - non è una merce e non può essere gestita come un’azienda. In più si umilia il lavoro e la professionalità del personale scolastico, già stremato da tagli, precariato e carichi di lavoro insostenibili. L’accorpamento genera soltanto caos amministrativo, sovraccarico per il personale Ata e disagi per i docenti, con ripercussioni dirette sulla didattica.

Si ignora il ruolo sociale e di inclusione che le scuole Don Milani e De Filis svolgono nei loro contesti di riferimento. Una scuola più grande e più distante è meno accessibile, meno partecipata, meno di tutti.

Sotto accusa l’operato del commissario del governo che vorrebbe imporre senza alcun dibattito democratico l’accorpamento, i tagli e la creazione di altri tre mega-istituti scolastici in Umbria. I promotori della protesta non sono soli nella loro battaglia e infatti ci tengono a far sapere che, durante l’assemblea di venerdì scorso, hanno condiviso la loro posizione anche l’assessore all’Istruzione del Comune di Terni, il capo di gabinetto della Provincia ed i sindacati della scuola.

Non accettiamo che - concludono - decisioni calate dall’alto, dettate da mere esigenze di razionalizzazione della spesa, decidano del futuro dei nostri figli, del nostro lavoro e dei nostri quartieri. Ci opporremo con ogni mezzo democratico e di lotta a questo scempio”.

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