UMBERTIDE
Festa vera per Giovanni Maria Bico, Gianni per tutti a Umbertide, il professore, che dopo 62 anni da dirigente del Fratta, è stato premiato dal Coni con la Stella d'oro al merito sportivo. Il riconoscimento più alto previsto dal Comitato olimpico nazionale è arrivato a coronare una carriera da dirigente di un sodalizio storico del basket umbro e che va ad aggiungersi alle stelle di bronzo e d'argento già nella bacheca del professore. “È stato un momento bellissimo – ha dichiarato Bico – che mi rende orgoglioso dopo un'esperienza lunga una vita, una storia veramente faticosa ma bella”. Giovanni Maria Bico (nella foto a destra con Bonfiglio e Ignozza) è stato coinvolto nell'avventura del Fratta dai tre fondatori, Antonio Cancian, Ubaldo Bico (che purtroppo hanno lasciato la vita terrena) e Antonio Renzini che nella primavera del 1964 ebbero l'idea di dare vita ad una società di pallacanestro strutturata che cominciò la sua attività il 19 dicembre dello stesso anno. “Renzini e Cancian incaricarono mio fratello Ubaldo di contattarmi per entrare a far parte della società come promotore reclutato perché avevo fatto esperienza fondando una società di calcio. Io da giovane ho giocato a basket solo in collegio a Gualdo a 13 e 14 anni. La società di calcio l'avevo creata perché quando all'oratorio organizzavano i tornei non mi chiamavano mai. Io accettai volentieri l'invito e da lì è partito questo meraviglioso sogno chiamato Fratta (che è anche il titolo del suo libro dedicato ai 50 anni della società ndr), che dura ancora dopo 62 anni e io sono onorato di farne ancora parte come vice presidente. Ho fatto esclusivamente il segretario. Poi è venuto il momento di lasciare, ma ancora vado a vedere le partite e mi piace stare al palazzetto”. Un giovanotto classe 1939 che di sicuro sarà stato di esempio durante la consegna dei premi a Prepo, per i tanti giovani che hanno ricevuto altri premi da parte del Coni ed è stato proprio il presidente nazionale Luciano Bonfiglio a consegnare a Bico l'onorificenza più alta. “Ho provato una grande emozione. Mi sono tornati in mente tanti episodi di questa lunga e bella esperienza. Ho seguito passo dopo passo la nascita e la crescita del Fratta. Già nell'estate del 1964 ho spinto per la bitumazione del campo in terra battuta delle scuole elementari e devo dire che mi commuovo ricordando la figura del sindaco Cavalaglio che prese molto a cuore l'iniziativa e così cominciarono i lavori. Io portavo anche il vino agli operai che costruivano il campo, perfettamente progettato dal geometra Tacconi, bravo a dare una impercettibile pendenza dal centro ai lati lunghi per far scolare l'acqua. Li giocammo le nostre partite di campionato fino a quando fu costruita la palestra al coperto per volontà dello stesso Cavalaglio. Sono stati tantissimi i momenti bellissimi, come il campionato vinto nel 1965-66, ma poi dovemmo rinunciare alla serie D perché non avevamo i giocatori. In particolare ricordo le 21 edizioni del torneo internazionale nato nel 1979 e andato avanti fino al 1999. Noi avevamo difficoltà a trovare le squadre perché Umbertide non lo conoscevano, ma con tanta abnegazione siamo riusciti ad avere grandi società”.
A chi dedica la Stella d'oro al merito? “A me stesso, al Fratta, alla mia famiglia, a mia moglie Silvia che non c'è più e che è stata paziente perché io mi sono impegnato anima e corpo per la società. La mattina la scuola e nel pomeriggio il Fratta. Poi Silvia è stata una grande collaboratrice perché si è occupata del Minibasket insieme alle figlie Barbara e Benedetta. E poi mi piace ricordare il professore Angelo Zurli che ha diffuso la pallacanestro a Umbertide dopo il suo ritorno dalla prigionia nel 1948 e anche il professor Giampaolo Pialli. Indimenticabili i giorni di lavoro per far nascere il Fratta nel 1964 e le pagine di storia che anche io ho contribuito a scrivere”. E il Coni non poteva esimersi dal premiare con la Stella d'oro al merito un dirigente come Bico, per celebrare eccellenza, impegno e dedizione allo sport”.
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