politica
E’ stato ribattezzato il patto del Monte. O anche patto della concretezza. Un accordo politico istituzionale “storico” tra Umbria e Toscana, già oggetto di un protocollo d’intesa siglato nei mesi scorsi (prima delle elezioni in Toscana) e poi “congelato” per sciogliere alcuni nodi tecnici e di sostanza. Ebbene ieri a Monte Santa Maria Tiberina i governatori Stefania Proietti ed Eugenio Giani hanno trovato un’intesa su quattro temi chiave: sanità, ambiente, infrastrutture e cultura. Risolvendo il problema della localizzazione della stazione di alta velocità Medioetruria: prima di decidere dove, serve un tavolo col governo e prima ancora vanno rafforzati e velocizzati gli intercity. Anche se Rigutino sembra la scelta più idonea. Giani ha ribadito che per la Toscana resta la stazione indicata, per numero di utenti potenziali. E perché l’area di Creti presenterebbe criticità sotto il profilo idraulico e ambientale. Certo la scelta “va fatta d’intesa con l’Umbria, che non si deve sentire vincolata”, ha spiegato Giani. Anche se l’ultima parola è della Regione che ospita l’infrastruttura. Ossia la Toscana. E questo l’Umbria lo sottolinea. “Lo dissi già nel 2023”, prima ancora dell’elezione cioè, ha evidenziato Proietti. Quindi tutto va discusso su un tavolo (“Chiederemo un incontro urgente, la lettera parte lunedì”) con i due governatori presenti i due ministeri competenti, quello dei Trasporti di Matteo Salvini e quello dell’Economia di Giancarlo Giorgetti.
Qui Giani ribadisce un metodo tutto politico, non senza frecciate. “Sono io il governatore eletto - ha spiegato Giani - e anche se qualcuno sperava in un esito diverso, il mio competitor ha preso il 41%. Per cui per progetti come questi bisogna parlarne con me”. Anche perché - hanno detto i due presidenti all’unisono - nell’ultima finanziaria per quest’opera “non c’è un euro”. Da qui la proposta della “concretezza”: prima di tutto, da subito, vanno raddoppiati gli intercity (il 598 in particolare) che passano per le quattro stazioni umbro-toscane, ossia Orvieto, Arezzo, Camucia e Chiusi. E vanno messi sulla direttissima, tra una fermata e l’altra. Servizi che risolverebbero i tanti disagi patiti dai pendolari, è stato sottolineato, facendo “perdere competitività al servizio pubblico”. Ecco come “ribaltare la frittata”, è la metafora tutta politica utilizzata da Giani. Sempre sul fronte trasporti, ci sono impegni sulla Perugia-Chiusi per le strade. Altro obiettivo è il raddoppio della Guinza, perché agli assi verticali vanno aggiunti quelli orizzontali per unire Tirreno e Adriatico.
L’altro asse di intesa è quello sulla sanità: accordi per ridurre la mobilità passiva e abbattere le liste d’attesa nelle aree di confine con convenzioni fra aziende sanitarie. E ancora, collaborare sull’innovazione e la ricerca: l’Umbria (ancora) non ha un Ircss (Istituito di ricovero e cura a carattere scientifico) e per questo si può lavorare in sinergia “ad esempio con l’Ircss Meyer per lo screening neonatale”, ha detto Proietti indicando il tema come uno dei punti in fase di elaborazione. Sì perché dopo il patto di ieri vanno indicati uno per uno, dai tecnici competenti, i punti di intesa. Sempre sulla sanità, l’ospedale San Donato di Arezzo, su cui la Regione Toscana sta investendo 70 milioni, “avrà un rapporto preferenziale” con l’Umbria. Idem per Sansepolcro e Città di Castello, che saranno sempre più integrati. Il tutto all’insegna di una sanità pubblica e universalistica. “Questo accordo è fatto per dare il meglio ai nostri cittadini, su tutti i fronti, ed è la prima leva di quel modello di Italia mediana, o Italia di mezzo, che va costruito”. Per questo l’intesa naturale, politica (entrambi i governi sono di centrosinistra) e umana tra Proietti e Giani non è ad excludendum ma è un “patto aperto”. Il riferimento innanzitutto è alle Marche. C’è anche una continuità storico-economica, come ha evidenziato Giani con le sue classiche - e forbite - digressioni.
Nell’ottica della ricorrenza degli ottocento anni dalla morte di San Francesco verranno promossi in maniera unitaria i cammini che congiungono le due regioni. Il giubileo di Francesco va costruito in sinergia con la regione limitrofa. In Toscana, a pochi chilometri da Chiusi, c’è La Verna, dove in occasione della ricorrenza dell’ottocentenario delle stimmate del Poverello proprio Giani e Proietti hanno avuto l’idea del “gemellaggio” fra due Regioni.
Per quanto riguarda l’ambiente, diventa strutturale l’accordo per soccorrere il Trasimeno con l’acqua dell’invaso di Montedoglio, che “è in grado - ha detto Giani - di contenere 135 milioni di metri cubi di acqua. È giusto che vi sia la possibilità di rilascio, che integra le necessità del Trasimeno, il lago del Centro Italia. Anche da presidente della Toscana non voglio più leggere ogni anno sui giornali della carenza d’acqua che ne sta caratterizzando gli ultimi anni”. Proietti ha ricordato che il primo step del patto, poi rivisto in corsa, risale a sei mesi fa.
“Rinnoviamo quelle intese che già avevamo trovato a Castiglione del Lago nel giugno scorso. Si tratta di un ulteriore passo verso quell’Italia mediana che entrambi vogliamo rafforzare mettendo insieme i tanti argomenti sui quali ci troviamo in sintonia”, ha ribadito la governatrice umbra. Perché Monte Santa Maria Tiberina? “Perché è un luogo emblematico”, ha detto Proietti. E torniamo alla storia. Giani che ha ricordato, citando date e riferimenti a memoria, che il comune di confine è stato per sei secoli marchesato autonomi, enclave fra il Granducato di Toscana e lo Stato pontificio. Dopo il congresso di Vienna (1815) venne assegnato alla Toscana per poi finire in Umbria nel 1927 nella riforma delle province di mussoliniana memoria. Un secolo di là e un secolo di qua. Nel gonfalone c’è scritto “comunità”. Come quella umbra e Toscana, una comunità d’intenti fondata sul concetto dell’Italia mediana. Che da ieri non è più solo un sogno.
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