TERNI
San Valentino stringe la mano al Carnevale. Nasce così il Carnevale di San Valentino, la festa dell’Amore incontra la festa delle maschere e delle settimane “grasse”. Le date coincidono e dunque è venuta fuori l’idea di creare un grande evento per la città nel nome del suo Santo patrono.
A lanciare l’iniziativa è Michele Rossi di Terni Città Futura e manager organizzativo di concerti ed eventi.
Quello che è venuto fuori è un grande evento per il 12 febbraio, «giovedì grasso» di Carnevale, poco prima del 14 febbraio, giorno di San Valentino.
Tutto al PalaTerni, tutto gratis, uno spettacolo con divertimento assicurato: danza, concerti, musica, tradizione, e partecipazione. I nomi: fulcro principale Cristina D’Avena, la regina delle sigle dei cartoni animati, il giovane cantautore ternano Nartico, una rock band di medici dell’ospedale Santa Maria, ben 11 scuole di danza ternane e le immancabili ballerine brasiliane.
L’evento è stato presentato alla Bct dallo stesso Michele Rossi e dall’assessore al Turismo, Alessandra Salinetti. «Abbiamo scelto di creare il Carnevale di San Valentino perché a Terni il Carnevale non è mai stato un evento cittadino riconoscibile e organizzato – ha detto Rossi. La festa è spesso rimasta alla spontaneità della piazza, trasformandosi talvolta, negli anni passati, in lanci di uova o schiuma, senza regole né alternative positive per i più giovani.
Non esiste di fatto una tradizione strutturata, non c’è una proposta chiara rivolta a bambini, ragazzi e famiglie. Con questa iniziativa vogliamo dare al Carnevale una forma sicura, inclusiva e partecipata, capace di far vivere a tutti, bambini, ragazzi e adulti, la gioia del travestimento e della festa. L’evento - ha aggiunto - è reso possibile grazie al contributo della Fondazione Carit, alla disponibilità e collaborazione del Comune di Terni e del PalaTerni, e al sostegno delle partnership commerciali locali.
Il Carnevale di San Valentino vuole diventare una nuova tradizione cittadina: una festa che unisce generazioni, mette al centro i talenti del territorio, celebra San Valentino come patrimonio vivo della città e racconta una Terni creativa.
«Abbiamo unito la festa del Carnevale all’esaltazione del nostro patrono - ha detto l’assessore Salinetti - con l’intento di fare diventare la festa di San Valentino una festa per tutto l’anno e al di fuori dei nostri confini locali. Questa sarà una grande festa, gratis e in sicurezza al PalaTerni, ci abbiamo subito creduto grazie anche alla sinergia con le associazioni e con tutti i cittadini, eventi che devono essere momenti di crescita e di confronto, con gioia e allegria».
Il programma. Si inizia alle ore 17 con l’esibizione delle 11 scuole di danza che hanno aderito portando in scena una propria coreografia in costume, pensata per il Carnevale e per questo evento speciale.
Sarà un momento fortemente simbolico: la danza come primo linguaggio della festa.
A seguire, ci sarà l’esibizione della band ternana Quick’nd Drugs dei medici del Santa Maria che proporranno un repertorio rock’n’roll anni ’50 e ’60, con un sound travolgente e grandi classici capaci di coinvolgere il pubblico di tutte le età.
Dopo una prima esibizione nel pomeriggio, torneranno sul palco anche a chiusura della serata.
Ad aprire il concerto di Cristina D’Avena sarà il cantautore ternano Nartico (Nicolò Angelosanti), che salirà sul palco con alcuni suoi brani. Nartico è una delle voci emergenti più interessanti del panorama musicale italiano, capace di unire scrittura contemporanea, sensibilità pop e una forte attenzione al racconto emotivo.
Artista legato alla sua città, ma con un percorso ormai di respiro nazionale, Nartico si muove tra musica e televisione.
Sarà coinvolta anche la comunità brasiliana ed argentina della città. La loro partecipazione prenderà forma attraverso il gruppo di ballerine e ballerini Umbria Samba Show, che porterà al Carnevale di San Valentino tutto il colore, la passione e la forza travolgente della tradizione brasiliana. Alle 18.30 arriverà lei, Cristina D’Avena, voce capace di unire generazioni diverse, vera icona della cultura pop italiana, un ponte tra bambini di ieri e di oggi.
Divertimento assicurato. Gradito un pubblico in maschera.
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