gubbio
Riapre sabato 31 gennaio parco Ranghiasci. Finora è rimasto chiuso per via degli interventi di messa in sicurezza legati allo stato di salute delle alberature. Un passaggio fondamentale, che consentirà di restituire uno dei luoghi più suggestivi e identitari della città in condizioni di piena sicurezza e con la possibilità di scoprire nuovi e inediti scorci paesaggistici. La riapertura di fine mese si concretizza, come detto, dopo un accurato e approfondito lavoro di ricognizione fitosanitaria che è stato eseguito da Mauro Frattegiani. L’agronomo ha analizzato lo stato di salute di 520 alberi, controllandoli e ispezionandoli uno ad uno. Intervento indispensabile per individuare le situazioni di rischio. Sulla base di questo studio, il Comune è potuto intervenire in modo mirato per la rimozione e la sistemazione delle criticità, garantendo oggi una fruizione sicura del parco.
Realizzato alla metà dell’Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, con l’influenza del celebre paesaggista Matilde Hobhouse, il parco ha introdotto a Gubbio il modello del giardino all’inglese, all’epoca del tutto originale per il contesto locale. Viali sinuosi, rampe elicoidali e cannocchiali ottici accompagnano il visitatore in un percorso visivo in continuo movimento, pensato per incorniciare scorci della città medievale: cuore simbolico del parco è il giardino del Tempietto, dominato da un’architettura neoclassica che esprime, anche attraverso il motto “Virtus omnia vincit”, l’identità familiare e civile dei Ranghiasci Brancaleoni. Dopo una lunga fase di decadenza seguita alla morte del marchese nel 1877, il parco è stato recuperato negli anni Ottanta grazie all’acquisizione da parte della Provincia di Perugia e del Comune di Gubbio. Negli ultimi anni, tuttavia, il degrado di una parte della vegetazione e di elementi architettonici, aggravato da eventi climatici estremi, ha reso necessaria una nuova, urgente e importante azione di tutela.
La riapertura del parco anche l’avvio di una nuova fase di valorizzazione dello stesso, grazie a due importanti novità.
La prima riguarda la vincita del bando Fai “I luoghi del cuore” 2025, che ha premiato il progetto di riqualificazione presentato dal Comune di Gubbio. Il progetto finanziato dal Fai prevede un investimento complessivo di 25 mila euro e comprende il recupero del giardino del Tempietto, delle scarpate e delle strutture storiche, oltre alla messa a dimora di nuovi ippocastani lungo lo storico viale, puntando su sostenibilità e qualità paesaggistica. La seconda novità riguarda l’avvio dei lavori di riqualificazione e restauro del Villino, per un importo complessivo di circa 150 mila euro, con conclusione prevista per giugno 2026. Gli interventi, affidati alla ditta Ikuvium, prevedono importanti lavori edili, tra cui il rifacimento degli infissi, dei pavimenti, l’impermeabilizzazione del piano terra e del primo piano, la diversa distribuzione degli spazi interni, la demolizione e il rifacimento dei tramezzi e dei servizi igienici.
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