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Percorso verde di Pian di Massiano: meno auto e tutte a passo d'uomo

Claudio Sampaolo

23 Gennaio 2026, 11:22

Percorso verde di Pian di Massiano: meno auto e tutte a passo d'uomo

Dunque l’amministrazione comunale metterà mano ad un profondo restyling del percorso verde, un progetto da 285mila euro che comprenderà, tra l’altro, bagni pubblici (ora inesistenti), nuove attrezzature sportive, panchine e moderni sistemi di gestione dei rifiuti, oltre ad "iniziative di promozione di corretti stili di vita", qualunque cosa voglia dire.

Molto bene, allora? Diciamo che manca qualcosa di importante, partendo da un dato di fatto: gli oltre 70 ettari che Fabio Ciuffini fece acquistare più di 50 anni fa per farli diventare l’area verde della città, che poi "Zacchi" Biadene, uno sportivo praticante assessore allo sport nella Giunta Casoli immaginò come un piccolo Central Park, ha via via cambiato la sua fisionomia, la sua identità.

Ora è prevalentemente la "zona degli impianti sportivi", come ci precisò assai piccato, durante una trasmissione televisiva, tanti anni fa, l’allora assessore Claudio Bazzarri, al quale, sostanzialmente, chiedemmo conto delle tante, troppe auto in circolazione in mezzo al parco.

Nel tempo, se possibile la situazione è addirittura peggiorata. Non certo per l’inevitabile presenza di impianti sportivi (dal Curi al rugby, dal palasport al tiro a segno, al pattinaggio, al baseball, al ciclismo su pista…), ma sostanzialmente per la eccessiva tolleranza verso l’invadenza delle auto, che vengono usate oltre ogni limite consentito, fin quasi all’ingresso dei campi sportivi (persino lungo via Cortonese per andare "a fare due tiri a canestro"), pur avendo a disposizione circa 3mila posti auto gratuiti a poche decine di metri.

In più, carenza questa quasi inspiegabile e politicamente imperdonabile, non ci sono cartelli con limiti di velocità, tranne un "20" caritatevolmente messo lì, all’inizio della bretella che porta ai campetti di calcio, bretella solo pedonale, dotata di sbarra, che viene aperta secondo necessità. Volendo sottilizzare il cartello migliore sarebbe "procedere a passo d’uomo", così per vedere l’effetto che fa un simile consiglio fuori schema su chi pensa che è sempre preferibile recapitare i propri figli ad un metro dal cancello d’ingresso, piuttosto che lasciare l’auto in zona palasport e poi fare 200 metri a piedi.

Per il resto le vie di accesso e quelle interne (Pietro Conti, Tazio Nuvolari, Giuseppe Meazza, Gianni Perari, dell’Ingegneria), con tanto di rotatorie che invitano a correre per arrivare primi invece che rallentare, hanno ormai l’aspetto di un circuito automobilistico cittadino, un autodromo da Gran Premio senza riguardo per nessuno, con auto che sfrecciano persino all’interno dei parcheggi.

Limite di velocità? Un solo display indica i 50kmh, ma è proprio all’inizio del percorso verde, all’altezza del ponte ferroviario, scendendo da Ingegneria. E dopo pochi metri, in presenza dei passaggi pedonali per andare dal Villaggio Fortebraccio al percorso è già dimenticato da tutti.

E per fortuna che nessuno noleggia le bici elettriche delle sei stazioni di bike-sharing (Borgonovo, Ingegneria, Palasport, stazione Minimetro, Cortonese, Centova), visto che potrebbero essere usate solo lungo le strade appena citate, con rischi seri per l’incolumità dei ciclisti stessi.

Ci sono poi altre due cose da dire, una buona e una cattiva. La prima è che la famiglia Bartolini replicherà il sorprendente Barton Park anche oltre la strada, in direzione del palasport, unendo le due aree con un sovrappasso ad hoc sopra via Meazza.

Esattamente quel ponte di collegamento (ecco la cattiva notizia) che ancora non si riesce a ideare e installare sopra la Cortonese per collegare Pian di Massiano a Borgonovo e oltre, lungo la ciclopedonale che arriva fino al Trasimeno.

Di quest’opera, della quale si è parlato per anni non c’è traccia nemmeno nei pensieri della nuova amministrazione. Forse, lo diciamo col massimo rispetto di chi nel Palazzo si occupa professionalmente di queste cose, aspettando che arrivi qualche importante finanziamento si porrebbero rialzare, illuminare e segnalare con lampeggianti le attuali strisce pedonali, esattamente come è stato fatto a Fontivegge davanti alla farmacia. E poi, giusto per non lasciare nulla al caso, perché non installare dei maxi-cartelli con scritto il solito, un po’ provocatorio, "procedere a passo d’uomo"?

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