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Il bosco delle Sette Valli di Marsciano acquistato per essere lasciato intatto: 90 ettari di verde protetti grazie a oltre 200 donazioni

Cittadini e aziende hanno finanziato l'acquisto del Fondo Forestale Italiano (FFI)

Andrea Pescari

22 Gennaio 2026, 15:29

Il bosco delle Sette Valli di Marsciano acquistato per essere lasciato intatto: 90 ettari di verde protetti grazie a oltre 200 donazioni

Il bosco delle Sette Valli di Marsciano è salvo. L'area da 90 ettari di verde situata nelle gole del torrente Fersinone è ora sottratto a qualsiasi forma di sfruttamento economico e non sarà più oggetto di tagli, attività produttive o interventi di valorizzazione economica. Lo scorso 20 gennaio è stato acquistato dal Fondo forestale italiano Ets, che ora si fa carico della custodia del bosco, impegnandosi a conservarne l’integrità nel tempo.

L’acquisto, del valore di 135 mila euro, è stato finanziato esclusivamente da donazioni di cittadini e aziende, senza ricorso a fondi pubblici né a operazioni speculative. L’operazione segna un passaggio importante nel percorso della fondazione che, per la prima volta, acquisisce la custodia di un bosco di dimensioni significative attraverso una mobilitazione collettiva.

L’acquisto del Bosco delle Sette Valli (ora il secondo bosco più esteso del FFI) rappresenta un passaggio ulteriore: dimostra che la custodia dei boschi può crescere di scala e diventare una scelta collettiva consapevole, sostenuta direttamente dalla società civile. "Con questo acquisto - dichiara il presidente del FFI - si apre una nuova fase del nostro impegno: dalla custodia di boschi ricevuti in dono alla capacità di coinvolgere una comunità nell’acquisto e nella responsabilità di un bosco di ampie dimensioni. È un gesto che guarda al tempo lungo e che vuole essere un modello replicabile". Il progetto del Bosco delle Sette Valli si inserisce così in una visione che considera i boschi non come risorse da utilizzare, ma come beni naturali da custodire, affidati alla responsabilità collettiva e alle generazioni future.

La raccolta fondi

Il FFI ringrazia gli oltre 200 privati cittadini che hanno creduto nel progetto e hanno donato quanto potevano: "Sono troppi per elencarli tutti, quindi indichiamo solo i maggiori donatori: Massimo Fabio, Serena & Alessandro, Paolo, Mirko e Fabio". In una nota il fondo racconta la storia dell'acquisto: "Ci è stato suggerito dai membri umbri del nostro CdA. Loro lo conoscevano e lo apprezzavano da anni per la sua caratteristica di essere parte di un ambiente molto poco antropizzato e quindi meritevole di essere conservato tale e quale, proprio secondo la filosofia del FFI. Quando venimmo a conoscenza che il bosco era in vendita, grazie alle donazioni di alcune aziende avevamo in cassa quanto sufficiente per una caparra, quindi abbiamo iniziato a ragionare seriamente su un possibile acquisto che, ovviamente, si sarebbe basato su ulteriori donazioni di cittadini e aziende.

Come è logico, l’operazione di acquisto sarebbe stata possibile solo se il prezzo fosse stato per noi abbordabile. Per nostra fortuna, il venditore condividendo i principi e l’agire della fondazione, non solo ci ha fatto fin da subito un buon prezzo (1.500 euro ad ettaro per un totale di 135.000 euro) ma ha anche accettato di aspettare oltre un anno per la conclusione della vendita. L’aspetto temporale era fondamentale perché, seppure certi che ce l’avremmo fatta, non avevamo certezze su quando avremmo potuto completare la raccolta delle donazioni. Avevamo comunque la garanzia che, se non fossimo riusciti ad acquistare l’intero bosco, ne avremmo acquistato una parte proporzionale alla cifra raccolta, senza sprecare nessun nemmeno un euro delle donazioni ricevute.

Deciso l’acquisto, abbiamo lanciato una campagna per ricevere donazioni finalizzate allo scopo. Abbiamo iniziato con una pagina dedicata sul sito web con apposito modulo di donazione e con i blocchetti di ricevute portati negli eventi che i volontari umbri del FFI hanno organizzato per far conoscere sul territorio il progetto d’acquisto.

Instancabili nel loro impegno, i volontari umbri, hanno organizzato molti eventi pubblici cui hanno partecipato esponenti delle amministrazioni comunali, rappresentanti delle associazioni, delle istituzioni scientifiche e della società civile, oltre che tanti privati cittadini. Nel giro di pochi mesi il progetto è stato portato alla conoscenza di un’ampia comunità, non solo strettamente locale, che avendone capito lo scopo, lo ha incoraggiato in molti modi e lo ha anche sostenuto economicamente. Il progetto è stato perfino premiato in occasione del 1° festival dell’Amministrazione condivisa dei Beni comuni.

Abbiamo dato al progetto grande visibilità sul sito web e sui canali social del FFI e, grazie a questa comunicazione, molte persone che pure vivono lontano dall’Umbria hanno donato per l’acquisto del bosco. Tra i tanti, una coppia di sposi che ha chiesto agli invitati di fare un dono di nozze in denaro che poi sarebbe stato donato al FFI, cosa effettivamente avvenuta. Abbiamo avuto anche il signore veneto che già ci aveva permesso di acquistare un bosco in Umbria e che ha rinnovato la sua fiducia in noi contribuendo in modo significativo anche per il Sette Valli.

Al giorno del rogito, quando abbiamo chiuso la richiesta di donazioni per l’acquisto, avevamo superato i 137.000€. Le donazioni da privati cittadini sono state oltre 200 per valori che vanno dai 5 euro ai 6.000 degli sposi e i 6.000 del signore veneto. Ovviamente, abbiamo presentato il progetto anche alle aziende che già ci sostenevano ed esse hanno confermato il proprio impegno economico nei nostri confronti. Altre se ne sono aggiunte e ciò ci ha fatto molto piacere. Le donazioni aziendali sono state circa una dozzina e hanno avuto un grande peso, contribuendo per circa il 75% della cifra raccolta", conclude la nota del FFI.

Tutte le donazioni ricevute per l'acquisto del Bosco delle Sette Valli

Il bosco delle Sette Valli

Il bosco è denominato delle Sette Valli perché solcato al suo interno da altrettanti piccoli fossi di scolo, lunghi poche centinaia di metri e in forte pendenza, confluenti direttamente nel torrente Fersinone. Il bosco è attraversato dall’omonimo Sentiero delle Sette Valli, che unisce l’abitato di Migliano - situato su due colli adiacenti - con il fondovalle dove si trovava il Mulino Rotaprona (ora in stato di rudere) funzionante con l’acqua del torrente.

Il torrente Fersinone, è il maggior affluente del Nestore, a sua volta tributario del Tevere e sostiene la presenza di 7-8 specie ittiche. Costituisce un ambiente di particolare pregio nell’ambito di tutto il bacino del Tevere, poiché è uno dei pochi corsi d’acqua che abbia conservato un elevato grado di naturalità ed integrità dal punto di vista ittico-faunistico. Nel letto del torrente ci sono alcune pozze circondate da rocce - profonde fino a qualche metro - chiamate borgoni, dove l’acqua rimane anche d’estate e permette la sopravvivenza delle specie acquatiche.

Il Sentiero delle Sette Valli scende trasversalmente a mezza costa con pendenze moderate, superando i fossi quasi sempre asciutti e agevolando il transito attraverso rupi e strapiombi di rocce affioranti, la più grande delle quali prende il nome di Ripafalcaia.

La Buca del Diavolo è un androne sulle pareti a strapiombo sovrastanti la riva sinistra del torrente Fersinone e mostra un breve sistema di gallerie e cunicoli. Ha un particolare interesse archeologico e paletnologico, poiché vi sono state rinvenute diverse tracce delle civiltà preistoriche che abitarono questi luoghi nel Paleolitico, come ad esempio punte di freccia ed utensili di uso quotidiano (reperti conservati al Museo Archeologico di Perugia). Nel vicino fondovalle si trova una distesa rocciosa e varie strettoie attraversate dal torrente: questo ambiente suggestivo è denominato Forra Rosa.

Cosa è il Fondo Forestale Italiano ETS

È una fondazione che custodisce boschi allo scopo di preservare biodiversità. La sua è una scelta di responsabilità orientata ai tempi lunghi. Il FFI nasce nel 2018 e già l’anno successivo riceve in donazione il primo terreno, dando avvio alla propria attività di custodia dei boschi. Da allora riceve terreni in donazione e, grazie al sostegno di privati e aziende, ha anche potuto acquistare tre boschi. Ad oggi il FFI protegge 43 boschi, per un totale di 373 ettari: il più esteso, di 110 ettari, si trova a Lenna (BG) ed è stato donato in memoria dei fratelli e delle sorelle Calvi.

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