Gubbio
Parco Ranghiasci di Gubbio
Il parco Ranghisci di Gubbio riaprirà i battenti il 31 gennaio. È quanto si apprende nel comunicato stampa diffuso dal Comune, che dopo aver predisposto la chiusura del luogo lo scorso agosto, ora si prepara a riaprire le porte del suggestivo parco situato nel cuore della città di pietra. La fitta vegetazione, gli estremi eventi climatici e il degrado architettonico avevano reso necessaria la messa in sicurezza del luogo, che ora finalmente potrà rivedere la luce grazie a due importanti novità.
La prima riguarda il bando "Luoghi del Cuore", promosso dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) e finanziato da Intesa San Paolo, ha visto trionfare il progetto di riqualificazione presentato dal Comune di Gubbio. Con un investimento complessivo di 25 mila euro, il parco subirà importanti interventi di ristrutturazione che coinvolgeranno il giardino del Tempietto - punto centrale del luogo - insieme al recupero delle scarpate e delle strutture storiche, oltre alla messa a dimora di nuovi ippocastani lungo lo storico viale.
Avviati già dallo scorso 12 gennaio, i lavori di riqualificazione e restauro del Villino Marvardi hanno richiesto uno stanziamento complessivo di circa 150 mila euro, con conclusione prevista per giugno 2026. Gli interventi, affidati alla ditta locale Ikuvium, prevedono significativi lavori edili che riguardano il rifacimento degli infissi, dei pavimenti, l’impermeabilizzazione del piano terra e del primo piano, la diversa distribuzione degli spazi interni, la demolizione e il rifacimento dei tramezzi e dei servizi igienici.
Realizzato a metà Ottocento dal marchese Francesco Ranghiasci Brancaleoni, il parco riflette la tradizione paesaggistica anglosassone. Concepito come un vero e proprio giardino all'inglese in città, fu la moglie del marchese, Matilde Hobhouse, a influenzarne la realizzazione. Avanguardia pura per l'epoca cittadina, il Tempietto neoclassico riporta anche lo stemma della famiglia Ranghiasci, affiancato a quello dei Brancaleoni con la scritta “Virtus omnia vincit”. L'aggiunta di elementi estetici e architettonici e la cura per il verde - accuratamente studiato per creare effetti diversi a seconda delle stagioni - ha nobilitato il viali da cui svetta anche la torre medievale, appartenente all'antico complesso di San Luca.
Un importante passo che è stato reso possibile anche grazie al lavoro di ricognizione fitosanitaria a cura dell’agronomo Mauro Frattegiani, il quale ha analizzato un totale di 520 alberi, censendoli e individuando ogni situazione di rischio. Partendo da questo studio, il Comune è potuto intervenire sulla sicurezza del parco superando le sostanziali criticità. "La riapertura di Parco Ranghiasci - scrive il Comune - segna dunque non solo la restituzione di un bene alla comunità, ma anche l’avvio concreto di un percorso di rigenerazione e valorizzazione di lungo periodo, fondato su competenze tecniche, capacità di intercettare finanziamenti e visione strategica per il futuro del patrimonio storico e ambientale della città. Un percorso che, con la riapertura del parco, segna un importante inizio, e che sta vedendo le strutture comunali e la componente politica lavorare insieme per garantire alla città il pieno recupero e la sostenibilità nel tempo di un’area storica importante, cara agli eugubini e preziosa per l’intera comunità".
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