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Matrimoni misti, Umbria seconda in Italia: uno su quattro con un partner straniero

Il dato emerge dal rapporto Istat su matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi nel 2024

Claudia Boccucci

19 Gennaio 2026, 17:10

Matrimoni misti, Umbria seconda in Italia: uno su quattro con un partner straniero

Nel cuore verde d'Italia l'amore non conosce confini, tanto da far balzare la regione al secondo posto nella classifica nazionale riportata nell'ultimo rapporto Istat su matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi nel 2024. In Umbria, circa un matrimonio su quattro riguarda almeno uno sposo straniero, registrando così un'incidenza del 24,6%, che vede come unico sorpasso il dato totalizzato dalla provincia autonoma di Bolzano/Bozen (26,8%). A chiudere il podio nazionale è invece la Toscana con una percentuale del 24,1%.

La classifica generale

Guardando alla classifica generale, a spiccare infatti sono le regioni del Centro - Nord, dove circa un matrimonio su cinque vede almeno uno sposo straniero, anche a causa di una presenza più radicata delle comunità straniere. Decisamente più bassa è invece l'incidenza di matrimoni misti nel Mezzogiorno, dove la percentuale è pari al 9,9%, con Puglia e Sicilia che riscontrano il dato più basso (8,6%). Se si guarda alla media nazionale, tuttavia, il numero di matrimoni misti segna un calo dell'1,4% rispetto al 2023, portando a un totale di 29.309 nozze celebrate con almeno uno sposo straniero (16,9%).

Nel dettaglio

Se si guardano più da vicino i dati relativi alle coppie, è possibile notare che sette matrimoni misti su dieci riguardano le unioni tra uno sposo italiano e una sposa straniera, per un totale di 14.961 (l’8,6% delle celebrazioni totali nel 2024). Un numero decisamente superiore rispetto alle 6.041 donne che hanno scelto un partner straniero (il 3,5% del totale delle spose). Un altro aspetto rilevante messo in evidenza dal report, riguarda la cittadinanza degli sposi nei matrimoni misti, da ricercare nei progetti migratori e nelle caratteristiche culturali proprie delle diverse comunità, oltre che nella prevalenza maschile o femminile delle comunità presenti in Italia. Più nel dettaglio, nel 2024 gli uomini italiani che hanno sposato una cittadina romena costituiscono il 19,1%, seguita da ucraina (9,7%), brasiliana (6,1%) e russa (5,0%). Per quanto riguarda le donne invece, prevale il matrimonio con uno sposo di cittadinanza marocchina (14,5%), seguito da quella tunisina (8,6%), albanese (7,4%) e romena (6,4%).

I dati sulle unioni civili

Per quanto riguarda le unioni civili, nel 2024 sono state celebrate 5 nuove unioni ogni 100 mila residenti. Dato che vede primeggiare il Centro, con un valore di 6,2, seguito da Nord-ovest (6,1)Nord-est (5,1), Isole (3,8)Sud (2,9). A conquistare il podio in questo scenario è la Toscana, che si colloca al primo posto con 7,3 per 100 mila abitanti, seguita da Lazio (6,8), Emilia-Romagna (6,3) e Lombardia (6,2). Particolarmente attivo è anche il ruolo dei grandi centri urbani, capitanato da Roma (7,1%) e seguito da Milano (6,1%). Dando uno sguardo alle unioni civili con almeno un partner straniero, la media nazionale totalizza il 18,1%, con il Nord-ovest che fa da padrone arrivando al 19,0% del totale, mentre il valore più basso si registra nelle Isole (15,4%). Anche le unioni civili riflettono il crescente impatto dell'immigrazione e delle acquisizioni di cittadinanza italiana. Secondo i dati Istat, tra le unioni miste il 9,4% coinvolge un partner italiano per acquisizione, quasi il doppio rispetto al 4,8% registrato nel 2018. Parallelamente, nelle unioni tra partner entrambi italiani, la quota di quelle in cui almeno uno è cittadino per acquisizione sale al 4,7%, un valore quasi triplicato rispetto allo stesso anno di riferimento.



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