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ALLE URNE

Sei comuni umbri al voto nella primavera 2026: conto alla rovescia per le elezioni amministrative

Quest'anno si andrà alle urne tra il 15 aprile e il 15 giugno ad Attigliano, Calvi dell'Umbria, Ferentillo, Giove, Scheggino e Valfabbrica

Felice Fedeli

19 Gennaio 2026, 16:51

Sei comuni umbri al voto nella primavera 2026: conto alla rovescia per le elezioni amministrative

Saranno 6 i municipi che saranno chiamati al voto per l’elezione del sindaco nel 2026. Una tornata che interesserà un totale di oltre 12 mila abitanti. I Comuni al voto sono 2 in provincia di Perugia (Scheggino e Valfabbrica), e 4 in quella di Terni (Attigliano, Calvi dell’Umbria, Ferentillo e Giove). Non si conosce ancora la data, di sicura si conosce il periodo: tra il 15 aprile e il 15 giugno, oltre – per legge – non si può andare. Nel 2020 ai votò a settembre, poco dopo che i morsi del Covid avevano tenuti tutti tappati in casa. Infatti i Comuni che hanno votato nel secondo semestre del 2020 a causa dello slittamento imposto dalla pandemia andranno alle urne nella primavera 2026 proprio per riallinearsi alle regole ordinarie. Una legge dello Stato ha prorogato dunque di qualche mese la scadenza naturale, per cui i sindaci uscenti (e i consiglio comunali) sono rimasti in carica oltre 6 mesi in più.

Come andò

A Scheggino venne eletto Fabio Dottori con il 67,90% dei voti per la lista civica Uniti per Scheggino. A Valfabbrica invece fu proclamato Enrico Bacoccoli con il 56,97% con la lista Insieme per crescere. In provincia di Terni ad Attigliano venne eletto Leonardo Vincenzo Fazio col 59,29% dei voti sostenuto dalla lista Il Polo per Attigliano, mentre a Calvi dell’Umbria la fascia tricolore andò a Guido Grillino con il 77,88% dei voti sostenuto dalla lista Calvi Tradizione e Innovazione. A Ferentillo vinse Elisabetta Cascelli, sostenuta dalla lista Insieme per Ferentillo che incassò il 54,50% delle preferenze. A Giove venne eletto sindaco Marco Morresi sostenuto dalla lista Giove Bene Comune: 51,37% le preferenze ottenute.

Il sistema elettorale

Nei Comuni sotto i 15 mila abitanti, il sindaco viene eletto con metodo maggioritario e ha collegati alla sua figura una lista di candidati a consiglieri comunali. Alla lista vengono assegnati tanti voti quanti ne prende il sindaco. Alla lista del sindaco eletto sono attribuiti i due terzi dei seggi del Consiglio comunale, mentre gli altri sono ripartiti con metodo tra le altre liste. Tutti i 6 Comuni umbri al voto sono abbondantemente sotto i 15 mila abitanti.

Nel resto d'Italia

Nelle Regioni a statuto ordinario saranno oltre 4 milioni di elettori interessati. Il Comune più grande è Venezia, mentre il più piccolo è Briga Alta, municipio di appena 38 abitanti in provincia di Cuneo.

Tra i capoluoghi interessati ci sono Mantova, Lecco, Arezzo, Macerta, Fermo, Chieti, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria.

In Sicilia, Regione a statuto speciale, alle urne Agrigento ed Enna.

In Veneto invece si dovrà scegliere il successore di Alberto Stefani, eletto governatore della Regione, e coprire il seggio del deputato Massimo Bitonci, rimasto vacante dopo la cessazione dal suo mandato parlamentare per la nomina nella giunta regionale del Veneto.

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