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Narni

Bruschini: "Dal 2020 chiuse 57 imprese, mancano azioni di sviluppo". Il consigliere di Forza Italia critico con l’amministrazione Lucarelli

"A fronte di risorse disponibili mai viste, fatte opere inutili"

19 Gennaio 2026, 12:10

Bruschini: "Dal 2020 chiuse 57 imprese, mancano azioni di sviluppo". Il consigliere di Forza Italia critico con l’amministrazione Lucarelli

Dopo quattro anni di amministrazione Lucarelli, Narni è una città ferma, senza una visione, senza coraggio e senza una strategia reale di sviluppo. Tante occasioni mancate e una città sempre più in crisi”. È l’analisi di Sergio Bruschini, consigliere comunale narnese di Forza Italia. Le elezioni amministrative si avvicinano e le forze politiche iniziano a riflettere sul futuro della città. Bruschini punta il dito sulla pioggia di milioni caduta sulla città in questi anni: “Nonostante risorse mai viste prima (oltre 17 milioni di euro dal Pnrr e 8 milioni dal Patto per la Qualità dell’Aria) i risultati concreti sono modesti, frammentari e incapaci di incidere sul tessuto economico e sociale. Le opere pubbliche in atto non cambiano il contesto socioeconomico narnese. Come la cosiddetta ‘nuova strada dei Bastioni’, un’infrastruttura inutile senza il parcheggio del Suffragio. L’unico intervento realmente strategico, la bretella di via Capitonese, ha persino rischiato di essere annullato per errori amministrativi poi corretti in extremis. Per il resto, solo ristrutturazioni di immobili e la costruzione di un nuovo asilo nido quando quello esistente era stato da poco rifunzionalizzato”.

Poi ci sono i tanti “casi irrisolti” delle amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni: “Il caso San Girolamo resta la fotografia più nitida dell’incapacità amministrativa: un buco nero in mano ai privati, senza una strategia pubblica e senza progetti concreti - prosegue Bruschini - la piscina comunale promessa continua a essere un miraggio, mentre si fa ancora riferimento alla vecchia struttura di Nera Montoro, costruita decenni fa. La piazza di Narni Scalo, unica opera vera in grado di trasformare la frazione, è scomparsa dalle priorità della giunta, rimpiazzata da progetti di ‘rigenerazione urbana’ di facciata, più utili alla propaganda che alla città”.

Non solo valutazioni politiche, per Bruschini a parlare sono i dati: “Dal 2020 ben 57 imprese hanno chiuso i battenti, il commercio è in crisi permanente e non si vede alcun piano di rilancio. La popolazione è crollata di 2.320 abitanti, da 20.120 a 17.800, con un tasso di natalità fermo a 0,40 figli per coppia”. Tra le tante problematiche a preoccupare è anche l’università narnese: “Le iscrizioni continuano a diminuire, segnale di una città che perde attrattività anche sul piano formativo e culturale. Anche il centro storico, da ‘salotto della città’, è ormai un luogo trascurato. Servizi carenti, pulizia carente e un rifacimento assurdo di piazza Garibaldi che ha compromesso il volto più visibile del borgo attraversato dalla Flaminia. Insomma, Narni è ferma e la visione manca. Così non c’è prospettiva”, ha concluso Bruschini.

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