Attualità
E’ un tesoretto che sfiora i 9,5 milioni di euro quello garantito ai Comuni umbri dai parcheggi custoditi e dai parchimetri. I centri più piccoli restano in genere fuori dal computo, mentre sono soprattutto i municipi a forte vocazione turistica a registrare gli introiti più consistenti. A certificarlo sono i dati del Siope, il sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici, nella voce incassi relativi al 2025.
Assisi, regina dell’Umbria per numero di visitatori e prima anche nella classifica delle entrate da tassa di soggiorno (2,3 milioni di euro nell’anno appena chiuso), è la città che incassa di più dai parcheggi a pagamento: 2.474.681 euro. Più elevati, anche in rapporto alla popolazione residente, sarebbero gli introiti di Perugia, ma i numeri non sono resi pubblici da Saba, la società che gestisce le aree di sosta. L’assessore competente, Pierluigi Vossi, rimanda infatti direttamente al gestore. “Siamo spiacenti di informarLa – rispondono via mail dalla società – che non possiamo fornirLe i dati richiesti, in quanto si tratta di informazioni riservate”.
Per gli altri Comuni, invece, i dati sono pienamente accessibili. A Orvieto gli incassi derivanti da parcheggi custoditi e parchimetri ammontano a 1.952.005 euro; anche a Terni si supera ampiamente il milione, con 1.208.586 euro. Proprio dalla città dell’Acciaio arriva, peraltro, una notizia positiva sul fronte delle strisce blu: la sperimentazione della prima mezz’ora gratuita diventa strutturale per chi utilizza l’app. In pratica, la sosta breve sarà libera e sbrigare una commissione veloce non comporterà alcun costo. Un modello simile a quello già consolidato a Foligno.
Nella città della Quintana, dove gli incassi rilevati dal Siope si fermano a poco meno di 300 mila euro (297.074 per l’esattezza), le agevolazioni per chi deve sostare in centro sono diverse.
Perché l’obiettivo - lo ripetono spesso i sindaci delle città dove parchimetri e parcheggi a pagamento sono maggiormente presenti - non è e non deve essere quello di fare cassa quanto piuttosto di mantenere ordinata la sosta su strada, garantire la rotazione delle autovetture, ed agire da disincentivo al traffico privato.
Anche Assisi - dove la prima ora costa due euro - prevede tariffe fortemente agevolate per i residenti: 70 centesimi l’ora, con le prime due gratuite.
Nell’insolita classifica degli incassi da sosta a pagamento compaiono poi Spoleto con 670.611 euro, Gubbio con 665.328 euro, Passignano sul Trasimeno con 389.735 euro, Castiglione del Lago subito sotto con 379.490 euro, Todi con 295.245 euro e Cascia con 239.238 euro. Positiva anche la performance di Montefalco (150.900 euro) e Narni (146.959 euro), solo per citare alcuni esempi.
Sul fronte normativo, l’approvazione della legge 25 novembre 2024, n. 177, ha introdotto rilevanti modifiche al Codice della Strada, intervenendo anche sull’articolo 7 dedicato alla sosta nei parcheggi a pagamento. Il nuovo impianto punta a regolamentare in modo più chiaro ed efficace le infrazioni legate al mancato o insufficiente pagamento, attraverso un sistema di sanzioni più proporzionato e orientato alla responsabilizzazione degli automobilisti.
La principale novità riguarda chi parcheggia senza pagare: oltre alla multa, il conducente dovrà versare anche la tariffa giornaliera intera prevista per la zona. In un’area con sosta a pagamento dalle 8 alle 20 e tariffa di 2 euro l’ora, ad esempio, l’importo aggiuntivo sarà di 24 euro, che si sommano alla sanzione amministrativa di 42 euro.
Per chi, invece, ha regolarmente pagato ma supera l’orario consentito, il nuovo comma 14-ter introduce una distinzione basata sull’entità dello sforamento: entro il 10% del tempo pagato non è prevista alcuna sanzione; oltre il 10% e fino al 50% si applica una multa ridotta del 50%; oltre il 50% scatta la sanzione piena, insieme al recupero della tariffa giornaliera.
Anche in questi casi, come per il mancato pagamento, alla multa si aggiunge l’importo della tariffa giornaliera non corrisposta per ogni giornata di violazione accertata. Resta invece invariato lo sconto del 30% sull’importo della sanzione per chi paga entro cinque giorni dalla notifica, una misura pensata per favorire i pagamenti rapidi e ridurre i contenziosi.
L’obiettivo della riforma è duplice: da un lato contrastare gli abusi e garantire un uso corretto dei posti a pagamento; dall’altro introdurre criteri di maggiore equità, distinguendo chi sfora di pochi minuti da chi ignora completamente le regole.
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