ORVIETO
Unire le forze e convocare urgentemente un tavolo di coordinamento unico tra Regione, Comune, associazioni e cittadini per indirizzare nella stessa direzione gli sforzi e le strategie, anche legali.
È la richiesta che arriva – a pochi giorni dall’udienza al Tar, che ha visto il Comune costituirsi in giudizio nel ricorso promosso da Rwe Renewables Italia Srl contro il diniego della Regione all’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del parco eolico Phobos – dall’associazione Nova convinta che "il gioco delle accuse incrociate non aiuti il territorio".
Nel dibattito, più politico che ambientale, si inserisce intanto anche la segreteria del Partito Democratico di Orvieto. “La destra locale – osserva il Pd – prova, ancora una volta, a spostare l’attenzione dal merito ai cavilli, dalla politica alle procedure, dai fatti alle parole. Le ultime dichiarazioni della sindaca e dell’assessore all’Ambiente, presentate come una difesa del territorio, appaiono piuttosto come un tentativo maldestro di riscrivere una vicenda che nasce e matura interamente sotto governi di centrodestra, a tutti i livelli istituzionali. La Regione, con deliberazione di giunta n. 1365 del 30 dicembre 2025, ha deciso formalmente di costituirsi nel giudizio di merito davanti al Tar. Una scelta politica e amministrativa precisa, assunta prima ancora di conoscere l’esito definitivo del Consiglio di Stato, e motivata dalla consapevolezza che proprio quella sentenza aveva reso superflua la fase cautelare. Sostenere oggi che tale deliberazione non equivalga a una costituzione in giudizio non è una raffinata analisi giuridica, è un artificio retorico utile solo a costruire una narrazione vittimistica del Comune come ultimo baluardo contro l’impianto. Appare singolare, poi, il tentativo di separare la vicenda Phobos dall’impugnazione della legge regionale sulle aree non idonee”.
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