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ORVIETO

Progetto Phobos, è scontro istituzionale e politico, il M5s: "La Regione si era già costituita in giudizio"

16 Gennaio 2026, 08:52

Progetto Phobos, è scontro istituzionale e politico, il M5s: "La Regione si era già costituita in giudizio"

Non più solo ambientale, ma anche istituzionale e politico, lo scontro sull’eolico accompagna un contenzioso che resta aperto e destinato a nuovi passaggi giudiziari. Le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, sul procedimento di fronte al Tar dell’Umbria relativo alla realizzazione del parco eolico Phobos, non sono piaciute, infatti, al sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e all’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti. Che, in una nota congiunta, si sono detti "sinceramente basiti dei toni aggressivi”, rimandando al mittente le “inaccettabili accuse di diffondere fake news”. “Nell’udienza di lunedì scorso al Tar dell’Umbria – spiegano – la Regione non risulta costituita in giudizio, né risulta aver depositato memorie nel procedimento pendente. Questo è un dato di fatto, è la sola verità verificabile anche negli atti del fascicolo processuale e non è un’opinione politica. Lo ammette la stessa avvocatura regionale quando dichiara, e questo desta ulteriori perplessità e preoccupazioni, di aver ritenuto superfluo e inutile il passaggio sulla sospensiva cautelare”.

Al contrario, il Comune non lo ha ritenuto tale e ha deciso di costituirsi sin da subito depositando la propria memoria difensiva. “Questo – ribadiscono e rivendicano Tardani e Sacripanti – ha costituito un argine importante a una possibile immediata pronuncia, anche nel merito, dei giudici amministrativi e messo un punto fermo nel prosieguo del procedimento”. Dal canto suo l’assessore De Luca aveva pubblicamente annunciato le mosse della Regione. “Approvare una delibera di giunta – fanno notare gli amministratori comunali – non equivale alla costituzione in giudizio, è solo un atto di indirizzo politico-amministrativo che non produce automaticamente alcun effetto processuale se non seguito dal deposito formale dell’atto di costituzione e delle relative memorie difensive presso il Tar. All’esito dell’udienza abbiamo semplicemente espresso preoccupazione e perplessità, ma la reazione così stizzita e scomposta dell’assessore ci lascia quasi pensare che non fosse a conoscenza di quanto avvenuto. Vorremmo che evitasse di sovrapporre la vicenda Phobos con l’impugnazione da parte del Governo della legge regionale sulle aree idonee e non idonee”. In base alle verifiche fatte con gli uffici, la legge regionale approvata non ha recepito le istanze proposte dal Comune, costruite con il contributo delle associazioni cittadine, che introducevano ulteriori e più stringenti vincoli spingendo fino a 7 chilometri dalla Rupe le aree da tutelare. Impugnata o meno, dunque, la legge regionale lascia “pericolosamente scoperte dai vincoli molte aree del territorio”.

Pronta la replica del Movimento 5 Stelle Media Valle del Tevere Comprensorio Orvietano, secondo cui, “ancora una volta, sindaca e assessore fanno confusione e, dopo aver attaccato una prima volta replicano nuovamente alle sacrosante osservazioni dell’assessore regionale all’Ambiente confondendo i fatti”. “Ricordiamo – scrivono in una nota – che la Regione si è costituita in giudizio al Tar quando la società proponente ha deciso di impugnare la mancata autorizzazione dell’impianto eolico a seguito dell'esito negativo della Conferenza dei Servizi. Purtroppo, ancora una volta, la sindaca e l’assessore si perdono i pezzi del procedimento accusando la giunta regionale di non aver fissato un raggio di 7 chilometri dagli impianti eolici. Peccato che sia stato il Governo Meloni a cancellare la possibilità per le Regioni di determinare le aree non idonee, fissando di fatto questo raggio a 0 chilometri”. “Non solo polemizzano anche sulla legge regionale impugnata dal Governo che – proseguono – nelle intenzioni della giunta Proietti nasceva con l'obiettivo di raggiungere gli obiettivi di autoconsumo e autonomia energetica nel rispetto dell'identità del paesaggio ma sostengono che la legge regionale lasciava pericolosamente scoperte dai vincoli molte aree del territorio. Quali vincoli lascerebbe scoperti una legge regionale che viene impugnata dal Governo nazionale?”.

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