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Umbria seconda per numero di terremoti: 3.260 eventi registrati dall’Ingv nel 2025

Per la maggior parte scosse di magnitudo inferiore a 2

15 Gennaio 2026, 14:24

Umbria seconda per numero di terremoti: 3.260 eventi registrati dall’Ingv nel 2025

Le faglie del Cuore verde sono state particolarmente attive nell’anno che si è concluso di recente. Nel 2025 l'Umbria è stata la seconda Regione italiana per numero di terremoti dopo la Sicilia.

I sisma sono stati per la precisione 3.260, di cui la maggior parte, 3.190, hanno fatto registrare una magnitudo inferiore a 2. Il dato è stato fornito all'Ansa dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in occasione della diffusione dello Speciale 2025 sui terremoti. Dalle statistiche risulta che sono stati solo tre gli eventi con magnitudo tra 3 e 3.9.

Riguardo all'andamento mensile - fa sapere l'Ansa - febbraio è stato quello con meno scosse, 240, mentre il picco c'è stato a settembre con 326 quando è stato registrato il sisma di Massa Martana di magnitudo 3.7, la più alta dell'anno. Dallo Speciale è emerso anche che si è mantenuta costante nel numero complessivo di scosse nel 2025 l'attività sismica nell'area della sequenza di Amatrice-Visso-Norcia, soprattutto con eventi di magnitudo inferiore a 2.0 e con pochissimi terremoti con intensità maggiore di 3.

L'attività nel centro Italia è iniziata il 24 agosto del 2016 ed è proseguita negli anni successivi. Secondo l'Ingv questa sequenza contribuisce ancora in "maniera significativa" alla sismicità in Italia. I suoi oltre cinque mila terremoti vengono considerati "una importante percentuale che supera il 30% di tutti i terremoti registrati dalle stazioni della Rete sismica nazionale integrata sul territorio nazionale nel 2025".

Le infrastrutture di ricerca dell'ente, prima fra tutte la stessa Rete sismica nazionale (Rsn), “consentono alle nostre sale operative di svolgere quotidianamente il servizio di sorveglianza sismica del nostro Paese”, spiega Salvatore Stramondo, direttore del dipartimento terremoti dell'Ingv. “Va ricordato che i dati acquisiti dalla Rsn sono un patrimonio inestimabile, condiviso con tutta la comunità scientifica, su cui i sismologi possono costruire un costante avanzamento delle conoscenze scientifiche”.

A livello nazionale sono 15.759 i terremoti localizzati nel 2025: in media poco più di 43 eventi al giorno (tre in meno rispetto al 2024), circa uno ogni 33 minuti.

“La tendenza generale si mantiene stabile: dal 2019, infatti, il numero di eventi localizzati in Italia si è aggirato tra i 16.000 e i 17.000 terremoti annui, in calo rispetto al biennio 2016-2017 quando l'Italia centrale venne interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Accumoli (Rieti). Questa sequenza contribuisce ancora in maniera significativa alla sismicità del Paese, seppur con un numero inferiore di eventi e con magnitudo mediamente basse”, informa ancora l'Ingv.

Gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 sono stati 21, di cui 16 registrati sul territorio italiano o nei mari circostanti e i restanti 5 tra Croazia e Albania. “A differenza degli anni precedenti, non ci sono stati terremoti di magnitudo uguale o superiore a 5.0”, spiegano gli esperti dell'Istituto.

Nel 2025 “si sono verificate delle sequenze sismiche, con valori di magnitudo non elevati, alcune delle quali già attive negli anni precedenti. In particolare, è proseguita l'attività sismica nell'area dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono stati localizzati i due terremoti con le più elevate magnitudo della crisi bradisismica in atto”.

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