PERUGIA
Il commissario straordinario del governo per la riparazione e la ricostruzione sisma, Guido Castelli
Ricostruzione fa rima con occupazione. I numeri del mercato del lavoro, in particolare nel cosiddetto “cratere ristretto”, vanno a velocità doppia rispetto a quelli nazionali, pur positivi.
Il commissario straordinario del governo per la riparazione e la ricostruzione sisma, Guido Castelli, appena riconfermato, raccoglie i frutti del lavoro fatto in questi anni. “Sono dati – spiega - straordinari, certificati, che dimostrano come la ricostruzione oltre che un dovere morale è booster finanziario che nel tempo porterà nel cratere un aumento del prodotto interno lordo che sfiorerà i 4 miliardi, secondo il Cresme”. Già nel biennio 2028-2029 sarà di 3,8 miliardi. “Nel caso dell’Umbria – afferma il commissario - in termini di prospettiva, risulterà decisivo il coordinamento tra le opportunità offerte dal programma Next Appennino e quelle della Zona economica speciale, che dovrà essere aggiornata dopo l’ingresso di Umbria e Marche”. Tante le opportunità, dal credito di imposta alla semplificazione burocratica. “Si potranno effettuare più investimenti nel turismo e non solo. Si gioca anche la possibilità di recuperare terreno dopo essere stata collocata in transizione”, conclude Castelli.
Il report
Nel giro di tre anni, i 138 comuni del cratere sismico del 2016 hanno registrato un progressivo rafforzamento dei flussi in entrata nel mercato del lavoro: le nuove attivazioni sono passate dalle 25,1 mila del primo trimestre 2022, alle 27,4 mila del primo trimestre 2025 (+9%), con un picco di 30,8 mila nel terzo trimestre 2023. E’ tutto scritto nel report della struttura commissariale. La crescita maggiore si è osservata nei comuni maggiormente colpiti dal sisma (il citato cratere ristretto), dove la domanda di lavoro sta accelerando con numeri a doppia cifra; nella media del 2024 l’incremento annuo delle domande ha superato il +10% (+13,1% rispetto alla media del 2022), quasi quadruplicando il ritmo osservato nel 2023 (+2,5%). Anche il saldo netto degli occupati dipendenti - stimato dal Cresme sulla base dei dati Sisco sulle comunicazioni obbligatorie, dei micro-dati della rilevazione continua delle forze di lavoro dell’Istat e dai dati di fonte Inps sul lavoro autonomo - conferma queste indicazioni: +6,6% tra i comuni del Cratere Ristretto rispetto allo stock di dipendenti del 2022, un risultato che batte Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna, ma in un contesto demografico decisamente più problematico e fragile.
“Questi numeri - è riportano nel dossier - rafforzano l’evidenza che nell’ultimo triennio l’intensa attività di ricostruzione, unita alle azioni di rilancio dell’area, ha alimentato l’economia del territorio, con effetti diretti e indiretti che si sono tradotti in una rivitalizzazione del mercato del lavoro”.
Una spinta che fa da trampolino al programma Next Appennino. Focalizzandosi sulla macro-misura B per il sostegno agli investimenti delle imprese il valore dei progetti approvati nei comuni coinvolti dal sisma del 2016 è pari a oltre 900 milioni di euro, tra risorse pubbliche e private attivate, con una strategia che ha premiato i territori più fragili (fino a 2.900 euro per abitante nei comuni a più alta intensità di ricostruzione, contro una media di 1.666 euro in tutto il cratere 2016). Le stime ex-ante indicano un potenziale di 955 milioni di maggiore valore aggiunto dovuto alla realizzazione dei progetti di investimento presentati dalle imprese, pari al 14,5% del valore aggiunto del 2022, e l’attivazione circa 4.700 nuovi posti di lavoro, con incidenze sullo stock di occupati che sfiorano il 4% nei territori più colpiti. “È ancora presto per cogliere gli effetti strutturali del programma, ma le premesse sono incoraggianti, e non solo dal lato occupazionale. Le ultime proiezioni demografiche del Cresme indicano che, solo grazie al programma di ricostruzione, la popolazione del cratere 2016 potrebbe contare quasi 40 mila residenti in più al 2043 rispetto agli scenari pre-ricostruzione, in pratica, una cittadina media delle dimensioni di Ascoli Piceno, Rieti o Macerata”, è la previsione.
Secondo propulsore
In conclusione, se il motore della ricostruzione è già avviato, nel 2025 “si è acceso anche il secondo propulsore, più strutturale e di lungo periodo, e i risultati cominciano a vedersi, come testimoniato dalla dinamica del numero di nuovi posti di lavoro attivati dalle imprese che, in controtendenza rispetto alla media generale, è rimasta positiva anche nel primo semestre del 2025. Considerando le premesse, grazie a Next Appennino, lo scenario economico e demografico del cratere Centro Italia sta cambiando la prospettiva”.
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