perugia
L’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca
Tari alle stelle in Umbria. La Regione lavora alle contromosse. Dopo il nostro servizio, interviene direttamente da Bxuxelles (dove insieme alla presidente Stefania Proietti sta lavorando al Riesame dell’attuazione delle politiche ambientali 2025 al Comitato delle regioni) l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca (foto), che ci spiega cosà tenterà di fare.
- Assessore De Luca, perché la Tari in Umbria è cosi cara?
In primis è bene precisare che i dati riportati si riferiscono alla Tari 2025, la quale viene determinata sulla base dei dati consolidati elaborati nei due anni precedenti. Di conseguenza, la fotografia degli aumenti riguarda il quadro politico ed economico degli anni precedenti all'attuale legislatura. Oggi stiamo lavorando per invertire questa rotta e aprire il futuro, come chiaramente delineato nel nuovo Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2026-2028, puntando su un coraggioso percorso di riforme all'insegna della sostenibilità. Se oggi la Tari in Umbria è così alta - raggiungendo una media di 391 euro contro i 340 nazionali - è anche perché il sistema è stato caratterizzato da una governance inefficiente, con una frammentazione eccessiva di gestioni, gestori e sovrastrutture. È paradossale che per circa 850 mila abitanti si contino ancora oggi 12 gestori, senza uniformità nemmeno nei colori delle diverse frazioni merceologiche della raccolta differenziata.
- Perché i dati indicano un aumento della tari nonostante aumenti anche la raccolta differenziata?
È fondamentale che i cittadini sappiano che la maggiore inefficienza non risiede nei costi operativi del servizio (raccolta differenziata o smaltimento), ma in voci di costo che non sono direttamente imputabili all'attività sul campo. Nello specifico, l'Umbria presenta anomalie preoccupanti su due fronti: nei costi comuni (cc)con 43,33 euro ab/anno siamo la seconda regione più cara d'Italia (media nazionale 26,47 euro) costi che includono inefficienze come i fondi per i crediti inesigibili o oneri straordinari per la gestione post-chiusura di vecchie discariche, come quella di Pietramelina che grava pesantemente su Perugia; nei costi di remunerazione del capitale (ck) con 32,86 euro ab/anno siamo la terza regione in Italia per incidenza di questa voce (media nazionale 22,09 euro). La fonte è l Ispra, catasto rifiuti medie regionali dei costi specifici pro capite, anno 2024.
- In cosa consiste la tariffa unica, puntuale e vera di cui parlate?
In Umbria non tutti pagano allo stesso modo, come dimostrano i 455 euro di Perugia contro i 326 di Terni che raggiunge livelli di raccolta differenziata tra i più alti della regione. Non a caso, dall'analisi dei Piani economici finanziari va evidenziato come tendenzialmente i comuni con una raccolta differenziata più alta spendono meno in termini di costi del servizio. La nostra riforma prevede di estendere la tariffa puntuale in tutto il territorio regionale e a superare definitivamente la logica dei sub-ambiti per arrivare a un unico ambito regionale e a una tariffa unica di accesso agli impianti che garantisca equità a tutti gli umbri e premialità per i comuni virtuosi. La Regione ha già preadottato il nuovo disegno di legge sull'Economia circolare "Norme a sostegno della transizione ecologica della gestione integrata dei rifiuti, dell'economia circolare e della bonifica delle aree inquinate" che tra poco comincerà il suo iter di partecipazione e con il quale intendiamo introdurre iniziative concrete per l'abbattimento dei costi. Con esso la giunta volta pagina e supera la logica lineare dello scarto. L'obiettivo è trasformare il rifiuto in una risorsa economica, allineandosi ai nuovi standard europei e nazionali.
- Quali iniziative ha in serbo per ridurre la Tari?
Puntiamo a rivoluzionare il sistema mettendo al centro la riduzione del flusso di rifiuti in discarica, abbattendo in primo luogo i costi di smaltimento. Una doppia strategia attraverso la prevenzione e il riciclo incentrata sulla reale applicazione del principio "chi inquina paga" con l'estensione della Tariffazione puntuale (Payt) su tutto il territorio: si pagherà in base a quanto indifferenziato si produce. Questo si andrà ad aggiungere all'introduzione di sistemi di eco-fiscalità con premialità per i comuni virtuosi che superano l'80% di raccolta differenziata e penalità per chi non raggiunge gli obiettivi. A completare questa strategia ci sarà la fase 2 del progetto Equitàri, con la creazione di una task force che coinvolge Auri, gestori e associazioni di consumatori per fare piena trasparenza sui costi del servizio. L'obiettivo è quello di dare modo al cittadino di capire quello per cui sta pagando: aggredire le anomalie dei Pef, eliminare gli sprechi e assicurare che ogni euro pagato dai cittadini serva esclusivamente a garantire un servizio efficiente e moderno, liberando le famiglie umbre dal peso di inefficienze ereditate dal passato.
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