Mercoledì 14 Gennaio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

ORVIETO

Nuove scoperte a Campo della Fiera: rivelata l'origine etrusca dell'altare attribuito a San Domenico

Il bilancio della campagna di scavi 2025, diretta dalla professoressa Stopponi, al centro di un convegno

14 Gennaio 2026, 11:36

Nuove scoperte a Campo della Fiera: rivelata l'origine etrusca dell'altare attribuito a San Domenico

Un piccolo altare, finora erroneamente attribuito a San Domenico, risolve un grande enigma di Campo della Fiera.

Una rivelazione inattesa, custodita per anni nei magazzini di Orvieto, ha permesso di chiarire in modo decisivo la ricostruzione dei monumentali altari del santuario etrusco, situati lungo il percorso processionale della via Sacra.

Quanto venuto alla luce nell’area archeologica presenta una sorprendente corrispondenza formale con i grandi altari già noti del sito. Per il confronto, gli studiosi hanno considerato quanto contenuto negli Annali Faina del 2024 in cui venivano presentati gli altari monumentali, collocati sopra i vespai delle celle degli edifici E ed F.

“Tra base e protome non vi erano semplici listelli o tondini, ma una vera e propria modanatura a toro. La curvatura di quest’ultima si adatta perfettamente alla linea del vello dell’ariete”.

Un dettaglio che non lascia dubbi. Resta aperta, comunque, una domanda cruciale: il piccolo altare era una copia ridotta dei grandi monumenti oppure il modello preliminare da sottoporre ai magistrati del Fanum Voltumnae per l’approvazione?

In ogni caso, la scoperta si inserisce in un quadro più ampio di risultati che confermano la lunga continuità del santuario di Orvieto, attivo per oltre duemila anni. Le ultime campagne di scavi, infatti, hanno rafforzato negli archeologi l’idea che la conquista romana non abbia segnato una cesura nel culto.

Il bottino romano non determinò la fine delle pratiche religiose, né delle assemblee magistratuali.

Le divinità etrusche lasciarono spazio a figure compatibili con il nuovo assetto politico, senza interrompere la funzione sacra dell’area. Una storia complessa, articolata in 12 fasi cronologiche dal VI secolo a.C. al XVII secolo, che restituisce l’immagine di un luogo in continua trasformazione e mai abbandonato. Da 26 anni l’area archeologica restituisce strutture e materiali di grande rilievo.

Non ha fatto eccezione la campagna di scavi 2025 diretta dalla professoressa Simonetta Stopponi e realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Delle nuove scoperte si è parlato in occasione del convegno internazionale sulla storia e l'archeologia dell'Etruria, promosso dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e giunto alla 30esima edizione. In questo contesto è stato ribadito che si tratta, comunque, di “un primo tentativo, destinato ad essere affinato, un passo fondamentale verso una lettura diacronica completa del santuario”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie