UMBRIA
Da domani si aprono i cancelli virtuali del portale Unica e migliaia di famiglie anche in Umbria decidono il destino scolastico dei propri figli. Dopo anni di calo demografico le stime anche quest’anno mostrano un mondo che sta cambiando forma.
L’Umbria sta battendo un record di cui farebbe volentieri a meno: quello del calo degli studenti. Se nel 2024 la popolazione scolastica regionale superava le 108.000 unità e nel 2025 di 105.000, le proiezioni per il prossimo settembre si stima che scenderemo verso la soglia dei 103.000 (dati da comunicazioni uffciali Usr Umbria).
Il dato più impressionante riguarda le prime classi. I bambini che oggi i genitori stanno iscrivendo alla scuola primaria sono i nati nel 2020, l’anno della pandemia, quando il tasso di natalità ha toccato i minimi storici. Questo buco demografico si riflette in una stima di appena 6.500 nuovi iscritti alle elementari in tutta la regione. Con un calo di circa 2 mila iscritti rispetto all’anno precedente.
Ma dove finiscono gli studenti? Il fenomeno non colpisce tutti allo stesso modo. Mentre le città principali come Perugia e Foligno reggono l'urto grazie a una maggiore mobilità e alla presenza di poli scolastici attrattivi, sono le aree interne e i piccoli borghi della Valnerina o dell’Alto Chiascio a soffrire di più. Qui, la sfida non è più solo didattica, ma di sopravvivenza dei presidi sociali.
Nonostante i numeri in calo, il quadro presenta delle sfumature inaspettate. Se da un lato calano gli alunni, dall'altro aumenta la complessità delle classi. In Umbria cresce costantemente il numero di studenti con disabilità che richiedono il sostegno (oltre 5.000 nell'ultimo anno). Questo significa che, paradossalmente, la scuola ha bisogno di più risorse e più docenti anche se gli studenti totali diminuiscono.
Inoltre, la scelta degli istituti superiori rivela una nuova maturità dei ragazzi umbri. Se il liceo resta una comfort zone per molti, cresce l’interesse verso gli istituti tecnici e professionali legati all'innovazione digitale e alla sostenibilità, segno che le famiglie cercano un ponte diretto con il mercato del lavoro regionale. Le famiglie hanno tempo fino al 14 febbraio per completare la procedura.
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