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TRASPORTI

Treni, ritardi e stop per lo sciopero. Torna la stagione dei cantieri

Anche in Umbria gli effetti della protesta. Raddoppio, è corsa contro il tempo

Alessandro Antonini

11 Gennaio 2026, 15:27

Treni, ritardi e stop per lo sciopero. Torna la stagione dei cantieri

Ritardi e treni cancellati anche in Umbria per lo sciopero nazionale indetto dal personale del Gruppo FS Italiane, Italo e Trenord, ieri e l’altro ieri. Il regionale 4073 del mattino proveniente da Arezzo ha accumulato un ritardo di 130 minuti, il 7508 destinazione Terontola è stato cancellato, idem il 7517 per Foligno. Rfi, sui display, aveva preconizzato ritardi o variazioni di orario.

Non solo scioperi. Da qui ai prossimi mesi sono annunciati nuovi step sul fronte cantieri. In particolare l’opera di raddoppio sulla Orte Falconara, sbloccata con i fondi del Pnrr, diventerà una corsa contro il tempo: i lavori del lotto 2, finanziati in parte con il budget del Piano nazionale di ripresa e resilienza, devono terminare da cronoprogramma entro giugno per poi essere collaudati a dicembre. La tratta da e per la capitale potrebbe andare incontro a disagi come quelli che si sono registrati tra il 6 agosto e il 6 settembre scorsi. Anche qui: tratte cancellate, orari e tragitti modificati, viaggi che durano anche più di cinque ore, sovraffollamenti e cambi in corsa. Scendendo nel dettaglio dei cantieri il lotto 1 Pm228-Genga da 545 milioni vede il progetto completato e in fase di dibattito pubblico. Il lotto sotto i riflettori, il numero 2 tra Genga e Serra San Quirico, da 592,18 milioni, dovrebbe vedere una consegna parziale entro giugno proprio per la parte foraggiata con Pnrr per poi concludersi - si spera - entro l’anno. Il lotto 3 verso Castelplanio, costo stimato 496,4 euro, è ancora in conferenza dei servizi. La tratta Terni Spoleto (572 milioni) è in fase di revisione progettuale perché il piano originario, risalente agli anni 2000, era troppo datato. Grande punto interrogativo per il segmento più oneroso, tra Fabriano e Foligno: progettazione ancora non avviata. Il preliminare era sul tavolo del Mit già nel 2003 ma l’assenza di fondi fece arenare l’iter. Oggi il costo stimato di oltre due miliardi.

La Regione Umbria è parte attiva nello stimolare celerità negli interventi. “Sulla direttrice nazionale Orte-Falconara - è scritto nel Documento regionale di economia e finanza - Rfi si prevede nel 2026 il completamento per fasi del raddoppio della tratta Spoleto-Campello, un traguardo fondamentale per aumentare la capacità e la regolarità del servizio. Per il raddoppio della tratta Spoleto-Terni, dopo la conclusione della revisione progettuale, si attende l'avvio dell'iter autorizzativo”.

Ma non ci sono solo cattive notizie sul fronte ferro: i primi elettrotreni che permetteranno di tornare in direttissima saranno consegnati tra aprile e maggio. Almeno queste sono le previsioni. Nello specifico, il contratto di servizio 2018-2032 con Trenitalia prevede l'acquisizione di 12 nuovi elettrotreni con velocità massima di 200 km/h, per rispondere alla specifica esigenza di utilizzare la direttissima Roma-Firenze. Inizialmente la consegna doveva avvenire tra il 2021 e il 2022. Ma tra una gara di aggiudicazione andata deserta e l’obbligo di definire la configurazione Pop200, con apposita omologazione, ha portato a una rimodulazione del piano di consegne. L'attuale cronoprogramma prevede la fornitura dei 12 treni in due tranche: 6 treni nel corso del 2026, in primavera, e i restanti 6 treni nel 2027.

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