Attualità
C'è chi combatte il freddo con i piumini tecnici e chi, più saggiamente, lo affronta a colpi di mestolo. A Carbonesca, frazione tenace e orgogliosa del comune di Gubbio, hanno scelto la seconda via e l'hanno fatto senza mezze misure: dal 23 al 25 gennaio va in scena la prima edizione della Sagra della Polenta Invernale (Winter Edition), un evento che non chiede il permesso alla stagione ma la prende di petto.
Gennaio, si sa, è il mese in cui i buoni propositi muoiono di freddo e i paesi sembrano andare in letargo. Carbonesca no. Carbonesca accende i paioli, rimescola la tradizione e lancia il guanto di sfida all'ibernazione collettiva. La polenta, qui, non è solo cibo: è dichiarazione d'intenti. Calda, ruvida, conviviale. Esattamente l'opposto dello scrolling solitario sul divano.
Questa prima edizione invernale non nasce per caso. È piuttosto un antipasto robusto - e non potrebbe essere altrimenti - del grande appuntamento di giugno, quando Gubbio ospiterà il Raduno Nazionale dell'Associazione Nazionale Polentari, in programma sabato 20 giugno. Un evento che vedrà il momento clou in piazza 40 Martiri (nella foto in basso) dove ogni delegazione (sono 18) preparerà la propria polenta tipica in un'area allestita a partire dalle 17 dopo l'inaugurazione della manifestazione.
E come se non bastasse, l'estate porterà con sé il rito più atteso: la storica Sagra della Polenta e Salsicce, dal 28 luglio al 2 agosto, quando il profumo delle griglie diventa linguaggio universale e il tempo sembra misurarsi in porzioni anziché in ore.
Ma torniamo a gennaio, al vero colpo di teatro. La sagra invernale è una scelta controcorrente, quasi politica: riportare gente, rumore e socialità quando normalmente regnano silenzio e brina. Un gesto che sa di comunità prima ancora che di gastronomia. Perché qui la polenta non è gourmet, non è destrutturata, non chiede impiattamenti creativi: chiede solo di essere condivisa per 3 giorni: venerdì e sabato a cena, domenica a pranzo su prenotazione.
Carbonesca dimostra che le sagre non sono tutte uguali e, soprattutto, che non devono per forza aspettare l'estate per esistere. Anzi, forse è proprio nel freddo che trovano il loro senso più autentico. Attorno a un tavolo, con il fiato che fuma e le mani che cercano calore, si riscopre il piacere semplice dello stare insieme.
In un mondo che corre, Carbonesca mescola lentamente. E invita tutti a fare lo stesso. Con il cucchiaio pronto.
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