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L'INTERVISTA

Opere pubbliche, a Piazza Partigiani maxi intervento. L'assessore Zuccherini: "Dopo il Pnrr, Perugia non si ferma: investimenti, cantiere e sviluppo urbano"

Sabrina Busiri Vici

10 Gennaio 2026, 15:17

Opere pubbliche, a Piazza Partigiani maxi intervento. L'assessore Zuccherini: "Dopo il Pnrr, Perugia non si ferma: investimenti, cantiere e sviluppo urbano"

Con il 2026 Perugia entra ufficialmente nell'era post-Pnrr. Archiviata la stagione dei fondi straordinari europei, il Comune si prepara ad affrontare una nuova fase in cui la capacità di investimento torna a misurarsi sulle risorse ordinarie, sui cofinanziamenti e sulla programmazione di medio periodo. È in questo quadro che si inserisce un piano di interventi da quasi 60 milioni di euro, tra opere strategiche e manutenzioni diffuse, che punta a tenere insieme rigenerazione urbana, sicurezza, servizi e sviluppo economico della città. Abbiamo approfondito l'argomento con l'assessore di riferimento Francesco Zuccherini riprendendo le fila di quanto già detto nella conferenza stampa di fine anno a Palazzo dei Priori.

- Assessore Zuccherini, Il Pnrr entra nella fase finale e il 2026 segna l’uscita dai fondi straordinari. Che bilancio fa il Comune di Perugia sulle opere pubbliche finanziate dal Piano?

Questo è il primo bilancio in cui, sulle opere pubbliche, il Pnrr esce di scena. È quindi un passaggio delicato ma anche molto chiaro: i principali filoni finanziati a Perugia sono stati tre – scuole, mobilità e rigenerazione urbana – e oggi siamo nella fase conclusiva di quei cantieri. Parliamo di interventi complessi, con tempi e criticità diverse, ma nel complesso il lavoro sta andando avanti e finirà nei tempi.

- Entrando nel dettaglio: a che punto sono i principali interventi Pnrr, in particolare il filone Pinqua è di diretta competenza del suo assessorato. Qual è lo stato degli interventi?

Sul Pinqua siamo in una fase molto avanzata. A Ponte San Giovanni sta per concludersi L’asse delle centralità: la piazza è in fase finale, con la riapertura del parcheggio, così come l’area vicino al Palasport. La parte sud di via Cestellini è già completata; l’assetto viario seguirà il progetto originario, con senso unico e pista ciclabile di collegamento tra via Manzoni e via Cestellini.

- Sempre a Ponte San Giovanni c’è l’intervento sull’ex palazzetti di Ater…

Sì, è un altro tassello fondamentale del Pinqua. Gli edifici sono stati completamente rifatti, riducendo le volumetrie precedenti. Ci saranno nuove residenze, ma soprattutto spazi sociali importanti. L’obiettivo ora è lavorare anche su una gestione innovativa, perché questo intervento diventi un vero fiore all’occhiello dal punto di vista urbanistico ed edilizio.

- Un altro intervento Pinqua riguarda l’area dei Volumi della Galleria Nazionale dell’Umbria.

È un cantiere che procede molto bene. C’è un dialogo costante con il direttore della Galleria, che è soddisfatto dell’andamento dei lavori. L’intervento non riguarda solo l’ipogeo, ma anche tutta la sistemazione esterna: nuovi percorsi pedonali, accessi più funzionali, marciapiedi e parcheggi. È una riqualificazione che beneficia non solo il museo ma l’intera città.

- Poi ci sono tutti i progetti di competenza di altri assessorati, dalle scuole al Brt…

Per le scuole i cantieri sono tutti attivi, con avanzamenti differenti legati alla natura degli appalti. Sul Brt il tema è noto: è un’opera complessa, con difficoltà che non riguardano solo Perugia ma l’intero sistema nazionale. C’è un confronto costante della sindaca Ferdinandi, dell’assessore Vossi e dei tecnici con il Ministero per portare avanti l’opera nel miglior modo possibile.

- Oltre al Pnrr, quali opere si concluderanno nel breve periodo?

Ci sono anche opere finanziate con altri fondi: il cva di Ponte San Giovanni è sostanzialmente concluso, così come lavori il cva di Castel Piano, alcune palestre e strutture di quartiere. Abbiamo anche concluso 30 chilometri di strade e tanti marciapiede durante questo anno e mezzo. Sono interventi magari meno visibili, ma fondamentali per la vita quotidiana dei territori.

- Il 2026 sarà il primo anno senza Pnrr. Come risponde il Comune sul piano degli investimenti?

Con uno sforzo molto significativo, la sindaca Ferdinandi ha sottolineato molto questo aspetto anche in occasione della conferenza stampa di fine anno. E per il solo 2026 abbiamo quasi 60 milioni di euro di investimenti, utilizzando fondi comunali, regionali e altre fonti. È una risposta non solo alla città, ma anche al tessuto produttivo. Un esempio è il piano strade, per il quale ci sono altri 3,7 milioni. Le gare aperte si svolgono in un contesto di massima concorrenza con 202 partecipanti e tra queste quattro ditte umbre sono risultate vincitrici, due delle quali perugine.

- Possiamo parlare di un’area della città che sarà rivoluzionata in questo 2026?

Piazza Partigiani è un intervento strategico che cambierà radicalmente la fisionomia d’ingresso all’acropoli. Il progetto è finanziato con 4 milioni, in cofinanziamento Regione-Comune (3+1 milioni). E riguarda l’area del terminal bus, la messa in sicurezza e la riapertura di spazi chiusi da anni. È una porta d’ingresso alla città e il tutto sarà centrale anche in relazione alla cittadella giudiziaria.

- A proposito di cittadella giudiziaria: che prospettive ci sono?

L’intero progetto è stato finanziato: parliamo di oltre 90 milioni di euro. Alcuni cantieri partiranno a breve. Nei prossimi anni quella parte della città cambierà radicalmente, anche grazie all’integrazione con il parcheggio di Piazza Partigiani e agli investimenti privati già avviati che riguarderanno l’ex cinema Lilli.

- Tra i grandi investimenti spicca anche il Turreno…

Sul Turreno parte il secondo stralcio: 4 milioni e 750 mila euro, con contributo regionale e cofinanziamento comunale.

- I fondi di agenda urbana, invece, dove si concentreranno?

In un grande progetto di rigenerazione urbana, il più importante del periodo post-Pnrr. Le interlocuzioni sono state già avviate e interesserà San Sisto e Sant’Erminio–Monteluce. Attualmente stiamo chiudendo le progettazioni, avviando le gare e nel 2026 partiranno i primi lavori. Si comincerà dagli immobili pubblici, cva, biblioteche, teatri, aree sportive, prima delle grandi piazze.

- Per esempio?

A San Sisto partiranno sicuramente la riqualificazione del cva, delle due torri del teatro Brecht e della biblioteca Penna prima della piazza Martinelli. Lo stesso a Sant'Erminio dove verranno prima riqualificati le aree sportive della bocciofila e quelle del centro di vita associativa e poi verrà fatta la piazza nuova.

- Per completare il quadro: a Fontivegge, cosa aspettarsi in questo anno?

Sul fronte strutturale molto è già stato fatto. Ora la sfida è far vivere quegli spazi: funzioni sociali, iniziative culturali, servizi. Ci sono progetti in corso, come quelli legati alla stazione e all’abbattimento delle barriere architettoniche portati avanti da RFI e dall’amministrazione comunalecon fondi Peba. E poi c’è un lavoro costante sulla vivibilità e sulla sicurezza. Riqualificazione urbana e qualità della vita devono procedere insieme.

- Uscendo fuori dalla città e arrivando nelle frazioni: il ponte di Ponte Valleceppi vedrà l’inizio dei lavori?

Qui l'obiettivo è quello di fare il lavoro cercando di impattare il meno possibile sulla vita della città e dei cittadini anche se ovviamente quando si lavora a un ponte è molto complesso quindi dobbiamo stare molto attenti con i tempi, in più è una struttura che ha una certa rilevanza dal punto di vista storico e sarà fondamentale il contributo e il confronto con tutti anche con la soprintendenza. Perciò ora non ho risposte certe in tal senso

- Qual è l’impronta complessiva che vuole dare come assessore alle opere pubbliche?

Non solo per me ma anche per l’intera giunta è fondamentale l’impegno quotidiano nel portare avanti grandi progetti strategici senza abbandonare l’ordinario. Perugia è una città vasta, con esigenze molto diverse. Accanto ai grandi interventi ci sono le rotatorie per la sicurezza stradale, i cimiteri dalle frazioni al monumentale di Perugia, il forno crematorio, il verde pubblico, le scuole e l’edilizia sociale.

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