PERUGIA
I finanziamenti del Pnrr destinati alla Casa di comunità della Nuova Monteluce, a Perugia, restano in bilico, ma la Regione garantisce che l’opera sarà comunque completata, anche ricorrendo a “risorse economiche alternative”.
Lo ha affermato ieri la presidente della Regione, Stefania Proietti, intervenendo in Aula per rispondere a un’interrogazione dell’opposizione sul cantiere perugino, più volte al centro di criticità e che, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi, dovrebbe essere concluso entro marzo.
Il tema è stato al centro del dibattito in Assemblea legislativa, dopo l’interrogazione a risposta immediata presentata dai consiglieri Nilo Arcudi (Tp-Uc), Andrea Romizi (Forza Italia) e Donatella Tesei (Lega), che hanno chiesto alla Giunta di chiarire le cause dello stallo e le iniziative adottate per far ripartire i lavori.
Illustrando l’atto, Arcudi ha parlato di una situazione critica e poco trasparente, sollecitando spiegazioni sulle responsabilità dell’impresa appaltatrice, sull’esistenza di un nuovo cronoprogramma certo e vincolante e sull’eventuale piano alternativo nel caso di ulteriori inadempienze, fino alla risoluzione del contratto e a un nuovo affidamento d’urgenza.
Chiesti anche chiarimenti sulle interlocuzioni con la Usl Umbria 1 e con i ministeri competenti.
Il cantiere, consegnato formalmente all’impresa nel febbraio 2025, risulta di fatto fermo alle fasi preliminari. Un ritardo che, secondo i proponenti, mette a rischio uno degli obiettivi centrali della Missione 6 del Pnrr, dedicata al rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale, con la concreta possibilità di perdere finanziamenti vincolati a scadenze non prorogabili.
Le motivazioni finora fornite, legate a “ragioni organizzative” dell’impresa, non sono ritenute sufficienti a rassicurare sulla tenuta del progetto.
Nel rispondere, Proietti ha ricostruito l’iter dell’opera parlando di un ritardo ereditato: il progetto definitivo è stato approvato solo nell’ottobre 2024, accumulando tre anni di slittamento rispetto alle tempistiche del Pnrr.
A gennaio 2025 è stato stipulato il contratto di appalto integrato e il 25 febbraio sono stati consegnati i lavori, seguiti da numerosi ordini di servizio e verbali del coordinatore della sicurezza, con continue sollecitazioni all’impresa selezionata tramite Invitalia.
L’appaltatore ha trasmesso un cronoprogramma confermando l’impegno a rispettare le scadenze, mentre il cantiere è stato costantemente monitorato.
La presidente ha però ammesso che il ministero della Salute ha ribadito l’impossibilità di spostare la scadenza di marzo 2026 e che, di fronte alle inadempienze riscontrate, la Usl 1 si riserva ogni azione di tutela, compresa la richiesta di risarcimento dei danni.
La Giunta, ha assicurato, considera strategica la Casa di Comunità e intende portarla a termine in ogni caso, anche senza fondi Pnrr.
Nella replica finale Arcudi ha preso atto dell’impegno dell’esecutivo regionale, ma ha ribadito le preoccupazioni dell’opposizione, sottolineando il rischio concreto di perdere le risorse europee: un esito che, pur nella volontà di completare l’opera, rappresenterebbe una sconfitta per tutti.
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