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"Cos'è cambiato con la giunta Ferdinandi?". Verde, luce e multe, non solo piani di serie B

Claudio Sampaolo

09 Gennaio 2026, 15:00

"Cos'è cambiato con la giunta Ferdinandi?". Verde, luce e multe, non solo piani di serie B

Sono in molti in città, non tutti riferibili al centrodestra, a chiedere (e chiedersi) che cosa è cambiato passando da Romizi a Ferdinandi. Il quesito ce lo ha posto un/una consigliere/a della precedente Giunta, e la risposta gliel’ha data, su queste pagine, Leonardo Caponi, storico esponente della sinistra dura e pura (Pci e poi Rifondazione) che ha scritto, lapidario: “credo che la nuova Giunta perugina abbia fatto bene una normale amministrazione”. Il che è, appunto, abbastanza nel solco di pressoché tutti gli avvicendamenti di questa natura, perché nei primi anni di mandato di solito si portano a termine i progetti avviati dal predecessore, mentre per le visioni più ambiziose c’è bisogno, spesso, anche di più di una legislatura (pensiamo alle cosiddette Case della Partecipazione).

Che cosa avrebbe dovuto fare di così clamoroso Vittoria Ferdinandi in questo anno e mezzo? I suoi ultras avrebbero gradito lo stop del Metrobus, magari anche andando incontro a cause legali pluriennali (siamo in Italia, no?), magari mettendo nel mucchio anche chi l’ha progettato, chi in consiglio comunale l’ha approvato, persino il Ministero dei Trasporti. Diciamolo chiaramente: sarebbe stato un salto nel vuoto senza paracadute, anche se ci sarebbe piaciuto capire, finalmente, da quale cilindro sia uscito il coniglio dei 12/16mila passeggeri al giorno “su una popolazione di circa 20mila possibili utenti servita lungo il percorso” (dato ancora disponibile nel sito ufficiale dell’opera). Cifre talmente assurde che non esistono nemmeno nei paesi dove i servizi pubblici sono gratuiti, ma che sono servite per avere il placet all’avvio di questo ambaradan.

Tornando a noi, incuriositi dal quesito iniziale, durante alcune cene conviviali, sempre a maggioranza centrodestra, abbiamo “organizzato” un “focus group” molto artigianale, per scoprire, che la richiesta principale rivolta alla Ferdinandi è di garantire più sicurezza (“la città è fuori controllo perché la sindaca non ha polso, non condanna chiaramente e straparla di inclusione”). E qui, visto che non sembrano sufficienti le rassicurazioni di due autorevoli rappresentanti dello Stato come il Procuratore della Repubblica, Raffaele Cantone o il Questore di Perugia, Dario Sallustio, sarà bene affidarsi ai numeri ufficiali disponibili. A giugno 2029 si tireranno le somme.

Idem per un altro tema caldo, quello delle buche. Zuccherini sta procedendo a spron battuto lungo le strade e sui social. A fine consiliatura potrà mettere i numeri sul tavolo: quanti chilometri rispetto a prima (specificando lo spessore dell’asfalto), quanti marciapiedi rifatti, quanti lampioni cambiati o potenziati (applausi per la nuova illuminazione del quadrivio fuori da Porta San Costanzo).

Diciamo, allora, che da perugini abbiamo apprezzato molte piccole cose (non necessariamente di serie B), come il progetto, in partenza a giorni, di “liberare” circa 600 lampioni quasi tutti oscurati dal verde e dunque inutili a svolgere la loro funzione.

Oppure, restando in tema di verde, bisognerebbe prendere nota della drastica riduzione di alberi che si sarebbero dovuti abbattere lungo il percorso del Metrobus. Ne erano stati “condannati” circa 1700, si arriverà a 450.

Infine il ritorno della legalità nell’acropoli, ma non solo, con la lotta ai parcheggi selvaggi e la decisione (finalmente) di mandare i bus turistici a Pian di Massiano, obbligando all'uso del Minimetro per salire in centro. Ad ogni ingresso della città c’è da anni un enorme cartello, che indica chiaramente il divieto d’accesso per i torpedoni, divieto mai rispettato e mai sanzionato, chiaramente non per colpa dei vigili urbani, che in quanto a multe e controlli seguono le direttive imposte da Palazzo dei Priori.

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