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Edicole dismesse, riunione in vista. Affrontato anche il regolamento di sagre e feste popolari

Previste audizioni con le associazioni di categoria

08 Gennaio 2026, 16:43

Edicole dismesse, riunione in vista. Affrontato anche il regolamento di sagre e feste popolari

Riconvertire le edicole dismesse. L’assessore al Commercio Stefania Renzi è decisa su questo punto. Se ne è parlato ieri mattina a palazzo Spada, in sede di seconda commissione consiliare presieduta dalla consigliera di Ap Marina Severoni. All’ordine del giorno c’era il punto relativo alla regolamentazione di sagre e fiere, ma il dibattito è finito anche sulle edicole. Di fatto il tutto è collegato alla Regione che in questi giorni sta rivedendo e riaggiornando la legge sul commercio ferma al 2014. Da allora il mondo è cambiato, in gran parte ci ha pensato la pandemia e il conseguente sviluppo della comunicazione on line. L’e-commerce è ormai un dato di fatto, nel bene e nel male, e questo aspetto va per forza di cose preso in considerazione in un settore in evoluzione come il commercio. Senza dubbio lo sviluppo dell’informazione on line è tra le cause principali della crisi della carta stampata che ha avuto un duro contraccolpo sulla vendita dei giornali cartacei. Ed ecco dunque che le edicole stanno subendo questa situazione con estrema sofferenza fino alla scelta di tirare giù la saracinesca per sempre. A Terni nel giro di pochi anni si è verificata una vera e propria moria di edicole, con diverse chiusure significative (via Battisti, Fratelli Rosselli, Marmore, Piazza Fontana, viale della Stazione, via Leopardi, Lungonera Savoia), a causa di crisi economica, aumento costi e calo lettori, ma il Comune sta cercando di supportare chi ancora rimane in piedi, circa una ventina di edicolanti, con piani di riconversione per estendere i servizi e ottenere agevolazioni. Non è semplice anche perché, come detto, la decisione è in mano alla Regione. Nell’aggiornamento del Dup, il documento unico di programmazione approvato di recente dall’esecutivo di palazzo Spada, si mette in evidenza che “l’amministrazione intende pervenire a una nuova regolamentazione delle edicole, al fine di razionalizzare la loro dislocazione sul territorio e dare impulso a forme più innovative di diffusione della stampa quotidiana e periodica, anche attraverso l’implementazione di forme digitali, e promuovendo nuovi modelli di edicola smart, fortemente integrata con le infrastrutture digitali della città”. Il classico chiosco dei quotidiani potrebbe dunque lasciare spazio a un centro servizi, dedicato sì alla vendita di quotidiani e periodici, ma anche alla fornitura di servizi, anche per conto della pubblica amministrazione, potrebbe diventare un info point turistico o un botteghino di prevendita biglietti per concerti o altro. In edicola si potrebbero acquistare i classici prodotti e i giornali, ma anche articoli di cancelleria e da regalo, giocattoli e altri oggetti del genere. “Ci sto lavorando” – spiega l’assessore Renzi“credo fortemente nella riconversione delle edicole, soprattutto di quelle già dimesse, i sindacati di categoria non sono del tutto d’accordo, chiedono la riapertura in forma classica di edicola, oppure la rimozione dei chioschi. Io su questo punto sono decisa a insistere, per cui entro la prossima settimana convocherò possibili acquirenti e sindacati per affrontare la questione. In Regione vogliamo portare idee chiare, l’obiettivo è anche quello di allargare l’attuale normativa che prevede, in vendita, il 70% di ‘materiale editoriale’ e solo il 30% per altri oggetti”.

Non solo edicole ma anche sagre e fiere. In commissione si è parlato delle norme da mettere in campo soprattutto per tutelare prodotti tipici e anche i ristoratori. A difesa di entrambi si è schierato il capogruppo di Ap Roberto Pastura che ha precisato come sette giorni sia la durata massima concessa da palazzo Spada a sagre ed eventi simili. “A Terni – spiega la Renzi - siamo già molto restrittivi, da noi la percentuale dei prodotti tipici rispetto a prodotti, per così dire, di contorno, è molto più alta rispetto a quanto prevede la legge regionale, capisco che ci sono problemi relativi ai ristoratori e al loro malcontento, anche perché le sagre si svolgono sempre fuori città penalizzando spesso i locali cittadini. Siamo tutti d’accordo a convocare le associazioni di categoria che saranno audite in una prossima seduta”.

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